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Dal Vangelo secondo Luca 12,13-21

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: « Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende dai suoi beni». Disse poi una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio».

 

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L’abitudine: una seconda natura

L’abitudine: una seconda natura

 

Sono dannata
Mai nessuno patisce più di quello che ha meritato. Oh, se non fosse vero ciò, io avrei un motivo d'odiare!
Tu mi dicesti un giorno che nessuno va all'Inferno senza saperlo: ciò sarebbe stato rivelato a una santa. lo me ne risi. Ma poi mi trincerai dietro questa dichiarazione:
“Così in caso di necessità rimarrà abbastanza tempo di fare una voltata”, mi dicevo segretamente.
Quel detto è giusto. Veramente prima della mia subitanea fine, non conobbi l'Inferno com'è. Nessun mortale lo conosce. Ma io ne avevo la piena coscienza: “Se muori, te ne vai nel mondo di là dritta come una freccia contro Dio. Ne porterai le conseguenze”.
lo non feci dietro-front, come ho già detto, perché trascinata dalla corrente dell'abitudine, spinta da quella conformità per cui gli uomini, quanto più invecchiano, tanto più agiscono in una stessa direzione.
La mia morte avvenne così. Una settimana fa parlo secondo il vostro computo, perché, rispetto al dolore, potrei dire benissimo che son già dieci anni che brucio nell'Inferno. Una settimana fa, dunque, mio marito e io facemmo di domenica una gita, l'ultima per me.
Il giorno era spuntato radioso. Mi sentivo bene quanto mai. M'invase un sinistro sentimento di felicità, che serpeggiò in me per tutta la giornata.
Quand'ecco all'improvviso, nel ritorno, mio marito fu abbacinato da un'auto che veniva di volata. Perdette il controllo.
“Jesses” mi scappò dalle labbra con un brivido. Non come preghiera, solo come grido. Un dolore straziante mi compresse tutta. In confronto con quello presente una bagatella. Poi perdetti i sensi.
Strano! Quella mattina era sorto in me, in modo inspiegabile, questo pensiero: “Tu potresti ancora una volta andare a Messa”. Suonava come un'implorazione.
Chiaro e risoluto, il mio “no” trovò il filo dei pensieri. “Con queste cose bisogna farla finita una volta. Mi addosso tutte le conseguenze!” - Ora le porto.
Ciò che avvenne dopo la mia morte, già lo saprai. La sorte di mio marito, quella di mia madre, ciò che accadde del mio cadavere e lo svolgimento del mio funerale mi son noti nei loro particolari mediante cognizioni naturali che noi qui abbiamo.
Quello, del resto, che succede sulla terra, noi lo sappiamo solo nebulosamente. Ma ciò che in qualche modo ci tocca da vicino, lo conosciamo. Così vedo anche dove tu soggiorni.
Io stessa mi svegliai improvvisamente dal buio, nell'istante del mio trapasso. Mi vidi come inondata da una luce abbagliante.
Fu nel luogo medesimo dove giaceva il mio cadavere. Avvenne come in un teatro, quando nella sala d'un tratto si spengono le luci, il sipario si divide rumorosamente e si apre una scena inaspettata orribilmente illuminata. La scena della mia vita.
Come in uno specchio l'anima mia si mostrò a se stessa. Le grazie calpestate dalla giovinezza fino all'ultimo “no” di fronte a Dio.
lo mi sentii come un assassino. al quale. durante il processo giudiziario, viene portata dinanzi la sua vittima esanime. Pentirmi? Mai!... Vergognarmi? Mai!
Però non potevo neppure resistere sotto gli occhi di Dio da me rigettato. Non mi rimaneva che una cosa: la fuga.
Come Caino fuggi dal cadavere di Abele, così l'anima mia fu spinta da quella vista di orrore.
Questo fu il giudizio particolare: l'invisibile Giudice disse: “Via da me!”.
Allora la mia anima, come un'ombra gialla di zolfo, precipitò nel luogo dell'eterno tormento...
Conclude Clara:

La mattina, al suono dell'Angelus, ancora tutta tremante per la notte spaventosa, mi alzai e corsi per le scale nella cappella.

Il cuore mi pulsava fin sulla gola. Le poche ospiti, inginocchiate vicino a me, mi guardarono, ma forse pensarono che fossi così eccitata per la corsa fatta giù per le scale.

Una signora bonaria di Budapest, che mi aveva osservato, mi disse dopo sorridendo: - Signorina, il Signore vuol essere servito con calma, non di corsa!

Ma poi si accorse che qualcosa d'altro mi aveva eccitato e mi teneva ancora in agitazione. E mentre la signora mi rivolgeva altre buone parole, io pensavo: Dio solo mi basta!

Sì, Egli solo mi deve bastare in questa e nell'altra vita. Voglio un giorno poterlo godere in Paradiso, per quanti sacrifici mi possa costare in terra. Non voglio andare all'Inferno!

 

SCEGLIERE SECONDO COSCIENZA

SCEGLIERE SECONDO COSCIENZA

 

dal Catechismo della Chiesa Cattolica, numeri 1786-1802

Messa di fronte ad una scelta morale, la coscienza può dare sia un giudizio retto in accordo con la ragione e con la legge divina, sia, al contrario, un giudizio erroneo che da esse si discosta.
L’uomo talvolta si trova ad affrontare situazioni che rendono incerto il giudizio morale e difficile la decisione. Egli deve sempre ricercare ciò che è giusto e buono e discernere la volontà di Dio espressa nella legge divina.
A tale scopo l’uomo si sforza di interpretare i dati dell’esperienza e i segni dei tempi con la virtù della prudenza, con i consigli di persone avvedute e con l’aiuto dello Spirito Santo e dei suoi doni.
Alcune norme valgono in ogni caso:
- Non è mai consentito fare il male perché ne derivi un bene.
- La “regola d’oro”: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (Mt 7,12) [Cf Lc 6,31; Tb 4,15 ].
- La carità passa sempre attraverso il rispetto del prossimo e della sua coscienza: Parlando “così contro i fratelli e ferendo la loro coscienza..., voi peccate contro Cristo” ( 1Cor 8,12 ). “Perciò è bene” astenersi... da tutto ciò per cui “il tuo fratello possa scandalizzarsi” ( Rm 14,21 ).
IV. Il giudizio erroneo
L’essere umano deve sempre obbedire al giudizio certo della propria coscienza. Se agisse deliberatamente contro tale giudizio, si condannerebbe da sé. Ma accade che la coscienza morale sia nell’ignoranza e dia giudizi erronei su azioni da compiere o già compiute.
Questa ignoranza spesso è imputabile alla responsabilità personale. Ciò avviene “quando l’uomo non si cura di cercare la verità e il bene, e quando la coscienza diventa quasi cieca in seguito all’abitudine del peccato” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 16]. In tali casi la persona è colpevole del male che commette.
All’origine delle deviazioni del giudizio nella condotta morale possono esserci la non conoscenza di Cristo e del suo Vangelo, i cattivi esempi dati dagli altri, la schiavitù delle passioni, la pretesa ad una malintesa autonomia della coscienza, il rifiuto dell’autorità della Chiesa e del suo insegnamento, la mancanza di conversione e di carità.
Se -al contrario- l’ignoranza è invincibile, o il giudizio erroneo è senza responsabilità da parte del soggetto morale, il male commesso dalla persona non può esserle imputato. Nondimeno resta un male, una privazione, un disordine. È quindi necessario adoperarsi per correggere la coscienza morale dai suoi errori.
La coscienza buona e pura è illuminata dalla fede sincera. Infatti la carità “sgorga”, ad un tempo, “da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera” ( 1Tm 1,5 ): [Cf 1Tm 3,9; 2Tm 1,3; 1794 1Pt 3,21; At 24,16 ]
Quanto più prevale la coscienza retta, tanto più le persone e i gruppi sociali si allontanano dal cieco arbitrio e si sforzano di conformarsi alle norme oggettive della moralità [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 16].
In sintesi
* “La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità propria” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 16].
* La coscienza morale è un giudizio della ragione, con il quale la persona umana riconosce la qualità morale di un atto concreto.
* Per l’uomo che ha commesso il male, la sentenza della propria coscienza rimane un pegno di conversione e di speranza.
* Una coscienza ben formata è retta e veritiera. Formula i suoi giudizi seguendo la ragione, in conformità al vero bene voluto dalla sapienza del Creatore. Ciascuno deve valersi dei mezzi atti a formare la propria coscienza.
* Messa di fronte ad una scelta morale, la coscienza può dare sia un retto giudizio in accordo con la ragione e con la legge divina, sia, all’opposto, un giudizio erroneo che se ne discosta.
* L’essere umano deve sempre obbedire al giudizio certo della propria coscienza.
* La coscienza morale può rimanere nell’ignoranza o dare giudizi erronei. Tali ignoranze e tali errori non sempre sono esenti da colpevolezza.
* La Parola di Dio è una luce sui nostri passi. La dobbiamo assimilare nella fede e nella preghiera e mettere in pratica. In tal modo si forma la coscienza morale.

parole del demonio in un esorcismo

“Nessuno di voi può finire all’inferno senza saperlo”

ESORCISMO DELL’11/08/1983

ReginaPacis: “Nessuno di voi può finire all’inferno senza saperlo”

reginapacis-reginapacis.blogspot.com

IL SANTO TIMORE DI DIO

Demonio- È un grande successo per noi che la Chiesa oggi parli sempre meno del santo e salutare timore dell’Altissimo. Grazie alla nostra subdola opera, alcuni preti non ne parlano affatto; o perché non ci credono più nemmeno loro, o perché se vergognano, temendo di apparire ingenui e superati. Al contrario si coltiva il timore delle leggi, il timore dell’uomo, il timore delle umiliazioni, ma del timore dell’Altissimo va sparendo perfino l’ombra.

Noi demoni siamo diventati i più grandi predicatori della misericordia del Cielo, ma la predichiamo disgiunta dalla giustizia e così vi portiamo fuori strada, vi facciamo credere che i vostri peccati non solo non vi porteranno all’inferno, ma resteranno del tutto impuniti. Sibilando nelle vostre anime che l’Altissimo è misericordioso e non ricordandovi che è anche giusto (come se la giustizia fosse la negazione della misericordia) vi portiamo a non ricambiare il suo amore, ama a calpestarlo, a offenderlo senza ritegno. Ed è quello che sempre più spesso fate, visto che, credendo a noi, voi vi illudete che si possa calpestarlo senza poi pagarne le conseguenze.

Se volete bene a voi stessi, se volete trovare delle ragioni convincenti per non peccare, imparate a valutare le cose, soprattutto il tempo e l’eternità, alla luce del santo timore dell’Altissimo. Con lui non si scherza. Vi ama, ma vuole che anche voi lo amiate. Vi invita a credere fermamente nella sua misericordia, ma senza sottovalutare anche solo e minimamente, la sua giustizia.

Conservate sempre il santo e salutare timore dell’Altissimo, che si traduce nella paura dell’eterna dannazione, del fuoco eterno, con cui saranno torturati per sempre corpi e anime all’inferno. Ora basta! Io non volevo dire queste cose!

SIETE AVVERTITI CHE L’INFERNO ESISTE

 

Esorcista- Ti ordino di continuare nel nome di Dio.

Demonio- Nessuno di voi può finire all’inferno senza saperlo. Che esiste la possibilità e il serio rischio della condanna eterna vi è stato detto e vi viene ricordato in molte occasioni dall’Altissimo. Con particolare frequenza ne sono avvertiti i sacerdoti, che hanno un più stretto contatto con la Sacra Scrittura. Ma oltre che con la sua parola scritta, l’Altissimo, vi ricorda la realtà dell’inferno, e la possibilità per tutti di finirci dentro, parlando nell’intimo della vostra coscienza, o nel sonno, o con la morte di persone buone o cattive. Quando assistete un moribondo o uno che ha appena spirato e pregate per lui dicendo: “Signore, donagli il riposo eterno, splenda a lui la luce perpetua. Riposi in pace. Amen”, come è possibile che non vi ricordiate dell’inferno? Forse in quell’attimo ci pensate, ma poi vi rituffate nella vita frenetica di tutti i giorni e il pensiero del giudizio dell’Altissimo e dell’inferno si dilegua, così come all’alba le deboli luci delle stelle spariscono quando il sole vi abbaglia della sua luce.

Quando qualcuno sta morendo dovreste pensare che si sta giocando per quell’anima l’ultima carta: lì attorno ci sono anche, presenti come avvoltoi pronti alla rapina, molti spiriti cattivi che tutto fanno per trascinare quell’anima con loro all’inferno.

(N.d.R.Un tempo, quando veniva suonata la campana dell’agonia, la gente, ovunque si trovasse, si sentiva invitata alla preghiera e pensava: “Qualcuno in questo momento sta morendo, bisogna pregare per quell’anima”; e molte invocazioni salivano al Cielo per la salvezza eterna di quel moribondo. Ora invece, la campana suona quando uno è già morto, quando è già giudicato, quando non c’è più per lui alcuna possibilità di salvezza).

E vedendo un uomo che muore, dovreste pensare che un giorno toccherà a voi… morire… subire il giudizio… e vedervi ancora accolti o rifiutati dal Cielo.

LA MISERICORDIA DI DIO CONTINUA A RICHIAMARE

Demonio- l’Altissimo non smette mai di richiamarvi, come farebbe ogni buona madre per distogliere i suoi figli da un pericolo. Nella sua misericordia è disposto a perdonarvi tutti i vostri peccati, perché vuole che nessuno di voi vada perduto.

Che cosa non ha fatto durante la sua vita terrena e con la sua passione e la sua morte spaventosa? Nulla ha tralasciato allora e nulla tralascia anche oggi per la vostra salvezza. Se l’Altissimo ha fatto e fa così tanto per salvarvi ciò è una conferma i n più che anche per voi c’è il rischio di perdersi. E se l’Altissimo non sottovaluta questo rischio che correte, non dovete sottovalutarlo nemmeno voi, nel vostro interesse. Ma voi non avete ancora imparto a volere bene a voi stessi!

Ricordatele voi per primi queste verità e non trascurate di ricordarle anche agli altri: non lo farete mai abbastanza. (Urla furiosamente).

IL TIMORE DELLA MORTE

Demonio- Fino a che uno è ancora vivo ha la possibilità di salvarsi, purché dica: “Pietà, Signore, pietà di me”. Ma quando l’anima si separa dal corpo non c’è più nessuna possibilità; in quello stesso istante avviene il giudizio: in un lampo vedrà tutta la sua vita e dovrà risponderne all’Altissimo.

E guai a quell’anima se non si sarà purificata in tempo, con un sincero pentimento, di tutti i suoi peccati: sperimenterà da quel momento e per tutta l’eternità l’ira tremenda di un Giudice giusto, ma severo.

L’unica pietà che il supremo Giudice potrà offrire a quell’anima è di farla finire all’inferno, lontana da Lui. Sarebbe infatti un castigo più tremendo per quell’anima se, in quelle condizioni di ostinato peccato, finisse in paradiso: la vista dell’Altissimo dei sui angeli dei suoi santi, ricolmi di grazia, rivestiti di gloria e pieni di gioia, sarebbe una tortura più grave di tutte le pene che dovrà subire all’inferno.

NESSUNO È AL SICURO

Demonio- Per tutti dovrete pregare molto, anche per chi è considerato un santo. Noi non lasciamo in pace nessuno, né in vita, né tanto meno nel momento della morte. Anche chi per tutta la vita ha camminato per la strada stretta può trovarsi nel momento della morte in grandi tentazioni: noi cerchiamo di creargli nell’anima una spaventosa oscurità e di portalo alla disperazione.

Dovete pregare molto e per tutti non solo perché sia evitato l’inferno, ma anche perché sia evitato o almeno ridotto il tempo della purificazione in purgatorio. È cosa tremenda anche il purgatorio. È tremendo quando l’anima si separa dal corpo con la morte non vedersi accolti dall’Altissimo perché non ancora del tutto purificati dalle colpe commesse nella vita.

Certo, ci sono persone che eviteranno il fuoco purificatore del purgatorio perché la misericordia dell’Altissimo terrà conto delle molte sofferenze che hanno patito nella vita, ma anche per queste la morte sarà tremenda.

Solo in pochi casi, per volontà del Cielo la morte non si presenta con un volto orrendo.

Parlate della morte nelle vostre prediche, ora ne parlate troppo poco e la vostra gente continua a vivere nell’incoscienza e nel peccato. Pregate e fate pregare per i moribondi e per le anime del purgatorio. Basta, basta farmi parlare!

IL TIMORE DI DIO DEVE ESSERE ANNUNZIATO A TUTTI

Esorcista- Prosegui e dì quando il Cielo ti ordina di dire.

Demonio- Io, Belzebù, sono stato costretto a dirvi queste cose e sono costretto a raccomandarvi ancora: curate questo santo e salutare timore dell’Altissimo. Dovete parlarne tutti: gli educatori ai giovani loro affidati, i maestri ai loro bambini e i genitori ai loro figli. Deve parlarne il Papa a tutta la Chiesa, i vescovi ai loro sacerdoti e i superiori religiosi alle anime consacrate. Soprattutto ne parlino i sacerdoti nelle loro omelie, molto più di quanto non facciano ora.

Se non viene predicato il timore dell’Altissimo in questa vita, non resterà che il terrore nell’altra, il terrore di un Giudice che di là non perdona, il terrore dell’inferno, un terrore tremendo, eterna assenza di rimedio. Meglio per voi il timore in questa vita che le angosce del purgatorio nell’altra o il timore eterno che trovereste all’inferno. (Grida paurosamente). Io sono costretto a dirvi che questa è la verità. Non credete a chi vi inganna dicendo che l’Altissimo è misericordia infinita e tralascia di dirvi che è anche giustizia infinita

 

ESORCISMO DEL 21/02/1984

LA “BELLEZZA SECONDO IL MONDO” FARA’ SPAVENTO
Demonio – Chi ora è disprezzato per la sua fedeltà all’Altissimo splenderà di una bellezza impensabile, ma coloro che in vita si sono insuperbiti per la loro bellezza avranno un aspetto terrificante: essi per primi ne proveranno orrore. I loro volti, un tempo affascinanti e ammirati, diventeranno come il viso di un lebbroso; i loro corpi saranno torturati in eterno dai vermi dell’impurità e sarà pestifero l’odore che emaneranno per i loro peccati. Nulla più resterà della loro bellezza. Ogni dannato contribuirà a fare dell’inferno la “mostra degli orrori”. Basta. Non voglio parlare!
UMILI DI CUORE, MA FORTI NEL TESTIMONIARE
EsorcistaParla in nome di …
Demonio - E’ difficile accettare di essere umiliati; ma io, Belzebub, sono costretto a dirvi: esercitatevi nell’umiltà, coltivate il pudore e osservate tutti i comandamenti fin che siete in tempo. Umiliatevi e lasciatevi umiliare dagli altri anche se non lo avete meritato. Piegate umilmente il capo, anche se siete nel giusto.
Piegate il capo tranne nel caso cha sia Dio a non volerlo. Un sacerdote, ad esempio, deve presentare sempre chiaramente e completamente la fede, disposto a combattere in difesa delle verità tradite o taciute dai modernisti che si sono infiltrati nella Chiesa; deve parlare non solo della misericordia, ma anche della giustizia dell’Altissimo; deve parlare del premio eterno e del castigo eterno; deve parlare degli angeli e anche di noi, angeli ribelli e dannati; deve parlare del peccato e non tacere, come molti fanno in questo tempo.
Naturalmente anche un laico non deve mai piegare il capo quando è in gioco la verità; se poi per questa sua fedeltà incontrerà grandi lotte e penose opposizioni … preghi e si sacrifichi per le persone incredule che lo fanno soffrire.
Oggi non pochi sacerdoti cattolici si sono smarriti, non sanno più da che parte andare e questo perché, più che restare radicati nella loro fede, si sono lasciati condizionare dalle varie opinioni del momento.
Ci sono oggi troppi sacerdoti superbi nello spirito, non fedeli alla verità; per questo nel mondo e nella Chiesa c’è una così grande oscurità e così tanta miseria ed è per questo che i cattolici, che sono veramente tali, e i sacerdoti fedeli soffrono molto: vengono messi da parte come valessero nulla, o addirittura sono trattati come persone squilibrate, o come persone che hanno abbandonato la retta via. Ma questo è il pensiero degli uomini, non dell’Altissimo.
Sono costretto a dirvi: restate fedeli alla verità dl vangelo, sostenete e difendete ciò che è vero e ciò che è buono, anche se verrete calpestati come foste gramigna inutile e dannosa; un giorno avrete gioia e gloria per questa vostra sofferta fedeltà! Basta, non voglio più parlare!
EsorcistaParla in nome …
Demonio – Verrà il giorno in cui questa “gramigna” calpestata e considerata inutile e dannosa verdeggerà e fiorirà. Poveri quei cristiani e quei sacerdoti che per aver abbandonato la via della verità sono diventati ciechi!
Ma voi perseverate, rimanete fedeli. Verrà la fine, più presto di quanto crediate. Non voglio dire nient’altro!
OGNI PECCATO PORTA CON SE’ IL SUO CASTIGO
EsorcistaIn nome
Demonio – E’ tanto breve la vostra vita sulla terra! Brevi sono le gioie del peccato e interminabile, eterna è la condanna. Così pure breve è il tempo delle croci, anche se sembra interminabile, mentre eterno sarà il premio a voi concesso per la vostra fedeltà.
EsorcistaDì la verità …
Demonio – Quanto poco valgono le gioie del peccato che potete godere in questo mondo, se pensate alla spaventosa situazione che esso porta con sé per l’eternità e spesso già in questa vita! Si, il peccato porta spesso con sé il suo castigo anche in questo mondo. Chi invece soffre in questa vita può essere riconoscente all’Altissimo, perché con le sue sofferenze riduce o elimina del tutto la pena del purgatorio.
Non sottovalutate il Purgatorio: i dolori che là si soffrono sono terrificanti in confronto ai dolori della vita. L’inferno però è ancora più terrificante e non avrà mai fine. Perciò voi, se foste furbi e saggi, cerchereste di cancellare, fin che siete nella vita terrena, tutte le pene che altrimenti dovreste patire in purgatorio.
Pregate l’Altissimo (guarda in su), pregate per avere da lui la grazia del pentimento, specialmente in questo tempo di quaresima! Pregate per ottenere un vero pentimento del cuore e per divenire migliori.
Io sono stato costretto a dirvi queste cose; ora tocca a voi saperne approfittare.

Hai pensato che il demonio vuole distruggerti?

Hai pensato che il demonio vuole distruggerti?

 

di Padre Ángel Peña
Cosa fai per difenderti da lui? L’influsso maligno sulle anime può avvenire attraverso le tentazioni con le quali satana le induce al peccato. Può anche avvenire con le ossessioni, che sono impulsi quasi irresistibili o inclinazioni e stimoli, ad esempio, al suicidio, al sesso, alla bestemmia, all’ira, alla disperazione …
L’ossessione è come una tentazione molto forte, ma non passeggera, bensì permanente. Per contro, l’oppressione diabolica è l’azione di satana sui corpi e sulle cose: ad esempio, certe infermità rare, causati dagli spiriti malvagi come voci, luci che si spengono, rumori strani, eccetera
Allo stesso modo, in certi casi poco frequenti, si può parlare di possessione diabolica.
Molte volte il diavolo esercita il suo influsso attraverso coloro che lo seguono direttamente, specialmente coloro che lo adorano come un dio. Il suo potere si manifesta, a volte, per mezzo di stregoni o fattucchieri che si sono consegnati a lui in corpo e anima e addirittura hanno fatto un patto diabolico con lui firmato con il proprio sangue.
Ricordo quello che raccontava padre Carlo Alfonso. Un giorno, nei suoi giri missionari, giunse presso alcune grotte della provincia di Chota (Perù) e trovò per terra una carta scritta con il sangue: era proprio un patto con il demonio? Chi lo aveva scritto? Cosa chiedeva in cambio? Questi poveri uomini consegnavano la loro anima per sempre in cambio di alcuni favori che riuscivano ad ottenere durante gli anni della loro vita. Ne valeva la pena?
I consacrati al diavolo come suoi soldati, così come i cresimati sono soldati di Cristo. Molti lavorano in gruppi organizzati, in sette sataniche che si riuniscono durante i fine settimana per adorare satana. Spesso chiedono al diavolo che rechi danno a questeo a quelle persone, ovvero fanno malefici con il potere del demonio.
Alcuni di questi seguaci del maligno gli offrono i loro figli, che fin dalla loro più tenera infanzia restano sotto il suo influsso malefico. Purtuttavia non si deve dimenticare che satana è una creatura di Dio e che il suo potere è limitato, per cui opera solamente dove Dio lo permette; non fosse così, ucciderebbe tutti i buoni del mondo.
Noi abbiamo mezzi sufficienti per difenderci dal maligno e vivere nella tranquillità e nella pace. Tuttavia dobbiamo riconoscere che tutti i mali e le sofferenze dell’umanità hanno in qualche modo la loro origine nel potere del maligno, dal tempo dei nostri progenitori fino alle guerre e ai conflitti familiari o personali.
Alcuni anni fa, sette delinquenti ben armati assaltarono la nostra Casa Noviziato di Pachacàmac e legarono i sette novizi, i due sacerdoti e il cuoco per varie ore. Il loro capo, quando entrò nella cappella e vide il grande crocifisso che vi è esposto, gli disse ad alta voce: “ Tu sei buono, ma io sono cattivo”. Possiamo chiederci: perché non voleva essere buono? Perché proseguiva nel suo cammino malvagio? Perché seguiva le istigazioni perverse del maligno? Mistero della libertà umana.
Di fatto, l’influenza reale e occulta avviene ad ogni livello: nelle nazioni, nelle istituzioni, nelle famiglie … a livello nazionale ed internazionale. In politica vediamo quanta menzogna e quanta sete di potere, che non vengono proprio da Dio.
Nell’arte, vediamo ugualmente l’influsso del maligno nei nudi diffusi, nelle manifestazioni immorali e pornografiche su riviste, video, televisione, cinema …e non parliamo di certe musiche rock o balli indecenti; la stessa cosa avviene nella moda. Quanta indecenza nel vestire! Quanta menzogna, violenza e immoralità nella società!
I mezzi di comunicazione, spesso, fomentano attitudini anticristiane come l’omossessualità, l’adulterio o le relazioni prematrimoniali come se fossero cose accettabili e normali, eccetera.
D’altra parte, siamo circondati da un’infinità di sette che, ovunque, confondono il bene con il male, la verità con l’errore. Molte persone incaute cadono facilmente nelle loro reti. E non diciamo con quanta facilità si crede nell’oroscopo, nella divinazione, nello spiritismo o nelle famose profezie di Nostradamus o di san Malachia, come se fossero Parola di Dio. In realtà, tutti i peccati personali sono, in qualche modo, una porta d’ingresso al potere del diavolo nella nostra vita.
Vi sono certi peccati come l’odio, la superbia, la disperazione ….che ci proiettano e ci immergono fra le braccia di satana.
Ci sono stati uomini che sono stati influenzati da satana in modo particolare. Ad esempio, Stalin, del quale la figlia Svetlana diceva: “Mio padre era posseduto da un terribile demonio, Lui considerava la bontà e la misericordia peggiori di un grande delitto”. Il generale Jodl, al processo di Norimberga, disse di Hitler: “Era un grand’uomo, ma un grande uomo infernale”.
Le purghe di Stalin, l’olocausto di sei milioni di ebrei organizzato da Hitler e dai suoi seguaci, l’olocausto di sessanta milioni di aborti all’anno, gli assassinati di Pol Pot, Mao Tse Tung o Lenin … le pulizie etniche, i narcotrafficanti o i terroristi che uccidono senza pietà … sono chiari esempi dell’influsso del maligno nel mondo.
Lotti contro il potere del male nel mondo?
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