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LE DIPENDENZE

LE DIPENDENZE

OGNI FORMA DI DIPENDENZA NASCONDE UN BISOGNO, LA DIPENDENZA SI INSTAURA CONSEGUENTEMENTE ALLA RICERCA DI QUALCHE COSA CHE CI DA PIACERE  PRINCIPALMENTE LA RICERCA DI QUALCOSA CHE CI è STATA NEGATA (AFFETTO , SICUREZZA , AUTOSTIMA), LE DIPENDENZE SONO ATTACCAMENTI ACQUISITI NEL TENTATIVO DI  PER FUGGIRE A DEI DISAGGI E PER CERCARE DI ALLONTARE IL DOLORE COL "PIACERE E LO STORDIMENTO". IL PARADOSSO POI è CHE LA STESSO MODO USATO PER FUGGIRE DAL DOLORE NELL’ISTANTE SUCCESSIVO DIVENTA LA CAUSA CHE MOLTIPLICA LE SOFFERENZE DEL PROPIO CUORE E NEL CUORE DI CHI CI AMA. LE DIPENDENZE SOPRATTUTTO QUELLE SESSUALI POI INQUINANO MENTE E CORPO POICHE’ CERCHIAMO L'ALTRO PER RICEVERE LA NOSTRA DOSE DI PIACERE ALLONTANADOCI DA CIO VERAMENTE GIOVA AL NOSTRO CUOIRE VIVERE SENTIMENTI AUTENTICI.

Viktor E. Frankl ai suoi uditori narrava spesso la seguente storia. "Un uomo incontra per strada il medico di famiglia, che si informa del suo stato di salute. Immediatamente il medico si accorge che il suo paziente è diventato un po’ duro di orecchi. «Probabilmente lei beve troppo; smetta di bere e potrà sentire meglio», gli consiglia. Alcuni mesi più tardi i due si incontrano nuovamente per strada e il medico, per chiedere notizie circa l’attuale stato di salute del paziente, alza la voce per farsi sentire. «Non c’è bisogno di gridare, dottore. Io sento benissimo». «Certamente lei ha smesso di bere, non è così? Continui in questa cura». Dopo qualche tempo s’incontrano per la terza volta. Ma di nuovo il dottore deve alzare la voce per farsi capire. «Probabilmente, lei ha ripreso a bere», dice al paziente. E questi gli spiega: «Ascolti, dottore. Prima bevevo e il mio udito era cattivo. Dopo smisi di bere e sentivo meglio. Però ciò che sentivo non era così buono come il whisky". (la pornografia agisce in modo similare ad una sostanza chimica ci inganna alternado la percezione della realtà).

Ecco il commento di Frankl: «In mancanza di un significato della vita, la cui realizzazione lo avrebbe reso felice, egli ha tentato di raggiungere un tale sentimento di felicità eludendo ogni realizzazione di significato, e quindi ripiegando su un elemento biochimico. In effetti, il sentimento di felicità, che normalmente non viene mai proposto quale fine dell’aspirazione umana, quanto piuttosto risulta essere una manifestazione laterale dell’aver-raggiunto-il-proprio-scopo, un “effetto” secondario, si lascia anche “rincorrere”, e questo è reso possibile appunto dall’alcool etilico» (Frankl, 2005, p. 17).


La modernità e le dipendenze:

Infatti gli schiavi non si possono mica liberare tra di loro! Eppure abbiamo dovuto bere questa menzogna. Così a noi, vittime inconsapevoli degli imbroglioni della rivoluzione, ci hanno fatto credere di essere liberi perchè potevamo criticare l'autorità e vestirci come ci pare e non rispettare le regole. E così noi, eredi degli anarchici e dei sessantottini, ci ritroviamo con i bar pieni di uomini e donne davanti ai videopoker, zombie dallo sguardo fisso, dal portafogli che piange, dall'anima svuotata.
C'è qualcuno che crede che i drammi della dipendenza si possano risolvere con leggi migliori e con inziative di tipo sanitario. Ma se analizzaimo senza pregiudizi il problema ci accorgiamo che è una questione più semplice e più profonda al tempo stesso. Dobbiamo tornare ad accettare l'idea che non siamo liberi, che da soli non possiamo darci la libertà, che le scelte veramente libere sono quelle che si rifanno a criteri esterni a noi. E tutto questo perchè siamo esseri limitati. Dobbiamo accettare l'idea che solo rinunciando a considerare come assolute le nostre pretese possiamo lentamente approdare a costruirci degli spazi di libertà. Ma questo si costruisce in famiglia, è nella famiglia l'antidoto alle dipedenze. Tornerà alla via della vita naturale, tornare alla natura come sorgente di vita di paicere di stupore gioia e reaòizzazione piena, tornare alla natura e alle sue leggi come via di pienezza e appartenenza profonda nel mondo in cui viviamo e dal quale molto spesso vorremmo fuggire, ma questo ò l'unico mondo è il migliore anche se spesso non troviamo la comprensione di tante aspetti dolorosi. Questo mondo è il migliore il più perfetto per ogni essere che vi abita ogni fiore e ogni animale in comunione tra loro vivono e rinascono continuamente, OGNI UOMO IN ARMONIA CON LA NATURA E CON SE STESSO VIVE PIENAMENTE , MA PER GLI UOMINI SPESSO PER TROVARE L'ARMONIA E' NESSARIO "CADERE" E POI RIALZARSI RINNOVATO.....

Qualsiasi bisogno compulsivo di una sostanza (droga, alcool, farmaci, desiderio disordinato di cibo  ) come anche di abitudini (pornodipendenza , dipendenza affettiva) è una dipendenza e quindi una schiavitù. Un sito molto utile che consiglia un percorso di liberazione valido è il seguente:    

http://www.escidallatrappola.it/guida_on-line.html

 

Il paradosso è che viviamo in un mondo dove apparentemente siamo tutti liberi: liberi di pensare, di agire, di mostrarci. Eppure mai come oggi sono diffuse le dipendenze, ovvero comportamenti che sono l'antitesi della libertà. Molta gente è dipendente dalle droghe, altra dall'alcool; moltissimi sono dipendenti dalla pornografia, sempre di più sono quelli dipendenti dal gioco; molti sono quelli dipendenti da internet, e ci sono pure quelli dipendenti da più dipendenze contemporaneamente. E per le loro dipendenze le persone sprecano denaro, sonno, energie; sono capaci di mentire, imbrogliare, anche commettere reati pur di soddisfare il loro desiderio. Soffrono, ma non riescono a rompere le catene che li imrpigionano. Si rendono conto che stanno rovinando la loro vita e quella delle loro famiglie, ma non riescono a smettere. Anzi, cercano sempre dosi maggiori.

Oggi crediamo di essere liberi, ma è un'illusione. Ci hanno insegnato a inginocchiarci di fronte allo slogan della rivoluzione francese "Libertè, Égalité, Fraternité", e non ci hanno detto che la libertà la può donare solo Chi è al di sopra del prigioniero.

Noi esistiamo e viviamo per essere felici. Il desiderio di essere felici è, purtroppo, di breve durata, perchè si verificano i cicli naturali della vita, che in genere sono fuori del nostro controllo, e che determinano gli alti e i bassi della nostra esistenza. L’accettazione di tali cicli determina il benessere, il rifiuto e la malattia. La dipendenza è il tentativo di controllare questi cicli ineluttabili. Si usa un oggetto specifico, o una sostanza, o un evento, per procurarsi volontariamente un mutamento del proprio stato mentale e per controllare questi cicli. La consapevolezza si raggiunge quando non esiste più la dipendenza da niente e da nessuno, perchè non c’è nulla all’esterno di noi che sia necessario per essere felici. La felicità più profonda, quella perfetta, si trova dentro di noi; ciò che abbiamo dentro di noi è tutto ciò che ci serve per esprimere ciò che siamo al di fuori di noi, all’esterno.

Un metodi di recupero e liberazione delle dipendenze collaudato è quello dei dodici passi degli alcolisti anonimi vedi  http://www.vitafelice.it/category/percorsi-di-recupero-e-guarigione

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