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reali effetti della pornografia

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leggi con cuorisità articolo interessante di un medico ricercatore ameericano.. gli stati uniti sono il primo paese produttore di materiale pornografico e per questo anche il primo paese che ne studia gli effetti collaterali le conseguenze sulla popolazione - la loro conoscenza è la più approfondita  e scientifica provata! Mi riferisco naturalmetne alla parte indipendente che vuole promuovere la verità , non considero che tirando acqua al propoio mulino (commercio materiale pornografico ) è motivato a nasconderla la verità!

effetti reali ella pornografia

 

http://www.effedieffe.com/?option=com_content&view=article&id=126310:danni-della-pornografia-sul-cervello&catid=83:free&Itemid=100021

 

 

 

LA MODERNA OSSESSIONE PER IL SESSO DIMOSTRA CHE L’ANIMA ESISTE

LA MODERNA OSSESSIONE PER IL SESSO DIMOSTRA CHE L’ANIMA ESISTE

3 febbraio 2013 / In News

Dopo “Cinquanta sfumature di grigio”, l’industria editoriale sforna i prodotti letterari che sulle ali dell’eros ambiscono a volare fino alla vetta della classifica dei best-seller. Ultimo della serie “La sposa nuda” di Nikki Gemmell.

Il sesso parlato, immaginato, guardato, venduto, comprato, praticato, modulato in mille varianti – diventato ossessione di massa e, con la rete, prodotto di vasto consumo – sembra sia l’unica rivoluzione vera scaturita dal ’68 “desiderante”.

DEREGULATION

Antonio Scurati – in un recente articolo sulla “Stampa” – lo nega. A suo giudizio “l’unica vera rivoluzione” del dopoguerra “è stata quella liberista degli Anni 80”. Che definisce “una rivoluzione di destra”.

Ma in realtà tutte vanno sotto l’insegna della totale deregolamentazione: della finanza e della scienza, della vita e dei commerci, come dei rapporti sessuali, affettivi e addirittura delle identità sessuali.

Tale deregolamentazione si sottrae beffardamente alle categorie “destra” e “sinistra”, come la grande bolla finanziaria si sottrae ai confini degli stati, ai partiti, ai governi. E li domina.

Pertanto la marxistissima generazione del ’68 ha dato un decisivo contributo alla più capitalistica e borghese delle rivoluzioni, erigendo il desiderio a pretesa assoluta e così spianando la strada a un’industria della sessualità e del suo immaginario che rende merce i rapporti affettivi e pure i corpi.

E’ la felicità promessa? A leggere oggi i commenti (e già quelli di ieri, Pasolini, Foucault) pare semmai infelicità. La famosa e celebrata liberazione sessuale del Novecento si è risolta in realtà in una nuova alienazione, in una servitù volontaria di massa e in una pratica di controllo dei corpi e delle menti fra le più pervasive.

LA DISFATTA

Anche Scurati, a cui non manca l’acutezza dello sguardo, osserva: “di tutte le rivoluzioni mancate – o fallite – dalla sinistra sedicente rivoluzionaria, la rivoluzione sessuale è stata la più fallimentare. Sul terreno ha lasciato quasi solo rovine”, in particolare “la mastodontica mole sociale della frustrazione sessuale” che “è vasta come un’intera città ipogea…”.

Un nuovo saggio di Zygmunt Bauman, “Gli usi postmoderni del sesso” (Il Mulino) cerca di tirare le somme anche teoriche di un “discorso sul sesso” che ha accompagnato, giustificato e orientato questa rivoluzione postmoderna.

E le parole filosofiche di questa rivoluzione (un po’ come i prodotti derivati, nel mercato finanziario) sono innumerevoli, tanti i pensatori, da Lyotard a Sartre, a Bataille, dall’ “erotismo aristocratico e noiosissimo di Sade al Marcuse di ‘Eros e civiltà’ ”, che, secondo un pungente Maurizio Ferraris, avrebbe fornito la teorizzazione di ciò che un suo antico maestro “si era limitato a praticare con le studentesse”.

Così pure il discorso filosofico sul sesso rischia di finire nel salotto impertinente del pettegolezzo, dove già naviga la sua versione popolare.

Dunque tiriamo le somme di questa rivoluzione sessuale. Curiosamente la letteratura che riflette sul fenomeno, celebra la distruzione nell’ignominia della vecchia morale sessuale giudaico-cristiana, considerata repressiva, sessuofoba e arretrata.

Ma al tempo stesso lamenta che così si è prodotta una devastazione dell’umano, definitivamente mercificato fra i prodotti di rapido consumo.

Quasi coatto. Com’è peraltro il comandamento della “forma fisica”, requisito dovuto per “stare sul mercato” dei corpi. Culto estetico alla cui bisogna provvede un’ulteriore colossale industria.

Con intelligenza (e amarezza) Scurati scrive: “ci siamo spinti troppo oltre. Abbiamo eretto ovunque templi votivi alle divinità acefale del sesso… In società non si parla d’altro… L’aspettativa è enorme, il culto fervente, la pratica ovunque. Dalla copula tra i corpi degli amanti ci attendiamo rivelazioni sconvolgenti, dalla compenetrazione tra gli organi sessuali ci attendiamo l’illuminazione riguardo al senso delle nostre vite. C’è bisogno di aggiungere che rimarremo delusi?”.Amore e Psiche

RIVELAZIONI

Ma se invece questo groviglio di carni ci folgorasse proprio con una rivelazione su di noi?

Se addirittura, queste povere membra esauste di consumo reciproco, ci parlassero delle anime che dentro i corpi straripano alla ricerca di Dio, sbattendo in ogni modo le carni per il desiderio di qualcosa che esse non possono dare, cioè colui che Dante chiamava “il Sommo Piacere”?

C’è una “cultura del piagnisteo” che dopo aver giustificato la rivoluzione sessuale, ne lamenta gli esiti. E anche nei suoi rappresentanti più lucidi come Bauman sembra non vederne la teologia.

Io che professo tutti gli insegnamenti morali della Chiesa cattolica, che li ritengo anzi liberanti e pieni di sapienza, e che sento come una violenza psicologica e spirituale, soprattutto per i più giovani, questa sessuomania dilagante, questa aggressione pornografica onnipresente, voglio dire che anche la cosiddetta rivoluzione sessuale ci parla dell’inestirpabile desiderio di Dio. E della sua mancanza. Del doloroso vuoto di Lui che ci risucchia nel suo gorgo, anche attraverso la carne.

CARNE MISTICA

Lo mostra luminosamente Fabrice Hadjadj, un giovane filosofo francese, ebreo d’origine, un intellettuale che fu ateo anarchico e che ha abbracciato il cattolicesimo: ha scritto in proposito pagine rivelatrici, in “Mistica della carne. La profondità dei sessi” (Medusa).

E’ uno sguardo cattolico il solo capace di dare una lettura più profonda (e misericordiosa) del pover’uomo postmoderno “malato” di sesso.

Mi è capitato di scrivere, in un mio libro recente, che il moralista che c’è in tutti è portato a qualificare come “bestiali” le moderne ossessioni sessuali. Del resto nel linguaggio comune è alle metafore animali che si ricorre (il porco, il maiale…). Eppure è vero il contrario.

Solo gli esseri umani hanno l’ossessione del sesso. Gli animali no. Perché tale ossessione non viene dalla natura biologica, ma dalla mente. Non è un desiderio dei corpi, ma delle anime.

E’ l’anima che ha un desiderio infinito e straripa dentro un corpo limitatissimo e incapace di soddisfarla.

Questa pornomania di massa è la prova dell’esistenza dell’anima. Non sono i desideri della carne che esplodono nell’ossessione sessuale planetaria, ma il desiderio dell’anima a cui il corpo non riesce a star dietro, anche se l’immaginazione s’inventa mille varianti e mille avventure (che inevitabilmente risultano presto noiose e ripetitive).

I desideri dei corpi, per loro natura, sono sempre limitati ed effimeri, come insegna l’osservazione degli animali. Sono istinti che, appena soddisfatti, finiscono. Il sesso moderno invece è sempre inappagato.

Perché abbiamo dimenticato di essere fatti per l’estasi e non c’è cosa in terra che soddisfi questo desiderio. I padri della Chiesa la chiamano “divinizzazione”, Dante scrive che siamo nati “per indiarsi”.

Così mancando l’estasi ci ubriachiamo con il suo surrogato, l’ebbrezza. Della carne, ma anche di altro (potere, alcol o magari cocaina).

Tutte cose che creano dipendenza (e quindi possono produrre grandi affari). In fondo aveva già detto tutto Baudelaire. Il quale ebbe potente la nostalgia dell’estasi, della “visio Dei”. E non solo lui.

ON THE ROAD

Quando chiesero a Jack Kerouac cosa stava cercando la “beat generation”, egli rispose: “Dio. Voglio che Dio mi mostri il suo volto”. In un appunto del 1949 scriveva: “la vita non è abbastanza, qui sulla terra non c’è abbastanza da desiderare”.

Un giorno tornò nella chiesa della sua infanzia, a Lowell, e commosso, in quella bellezza, “ebbi la visione di che cosa avevo voluto dire veramente con la parola ‘Beat’… significava beato…”.

Questo simbolo della rivolta generazionale del dopoguerra esprimeva così “il desiderio di andarsene, fuori da questo mondo… ‘in alto’, in estasi, salvi, come se le visioni dei santi claustrali di Chartres e Clairvaux tornassero…”.

Per questo nell’ultima intervista al New York Times fu lapidario: “I’m not a beatnik. I’m a Catholic”.

Antonio Socci

Da “Libero”, 3 febbraio 2013

come la pornografia altera il tuo cervello

titolo come la pornografia droga e altera il tuo cervello

di Donald L. Hilton, Jr. 1

pornodipendenza



Mentre alcuni hanno evitato di usare il termine «dipendenza» nel contesto di certe compulsioni naturali come la sessualità incontrollata, l'eccessiva assunzione di cibo o il gioco d'azzardo, prenderemo in considerazione le evidenze scientifiche attuali per quanto riguarda il cervello e la dipendenza da pornografia. In questo articolo si cercherà di rispondere a due domande:

  • Biologicamente, è il cervello ad essere colpito dalla pornografia e dalle altre dipendenze sessuali?

  • Se è così, e se tali dipendenze sono molto diffuse, possono anche avere un effetto a livello sociale?

l La storia della falena zingara

Iniziamo con un'apparente digressione. Nel 1869, la falena zingara (Lymantria dispar) è stata importata in America con l'intenzione di dare vita all'industria della seta. Raramente si sono viste buone intenzioni andate a finire così male a causa dell'imprevisto appetito della falena per alberi come le querce, gli aceri, gli olmi fino a devastare le foreste per centocinquant'anni. Numerosi tentativi sono stati fatti per distruggere questa peste, ma un importante passo in avanti giunse nel 1960, quando gli scienziati hanno osservato che la falena zingara maschio seguiva la femmina tramite il suo odore per accoppiarsi. Questo profumo è chiamato feromone, ed è estremamente attraente per il maschio. Nel 1971, è stato pubblicato un articolo dalla rivista Nature in cui era descritto come i feromoni sono stati utilizzati per evitare che le tarme si accoppiassero. Gli scienziati hanno prodotto feromone in grandi quantità e ne hanno permeato l'ambiente in cui vivevano le falene. Questo profumo innaturalmente forte ha sopraffatto la naturale capacità delle femmine di attrarre i maschi, e i maschi, confusi, non sono riusciti a trovare le femmine. Un documento supplementare ha descritto come il controllo della popolazione delle falene sia stato raggiunto «impedendo alle falene zingare maschio di trovare le loro compagne». La falena zingara è stato il primo insetto ad essere controllato mediante l'uso di feromoni, i quali operano in due modi. Uno è chiamato «metodo della confusione». Un aereo sparge un numero insignificante, dal punto di vista dell'ambiente, di palline di plastica imbevute di essenza di feromone. Così Anna Salleh, una giornalista scientifica, ha descritto il fenomeno: «Il maschio rimane stordito e non sa in quale direzione cercare la femmina, oppure diventa insensibile ai naturali livelli di feromone prodotti dalla femmina e non ha alcun incentivo ad accoppiarsi con essa». L'altro stratagemma è detto il «metodo della cattura»: vengono preparate trappole di feromone dalle quali le falene non possono sfuggire; a quel punto, la falena maschio va in cerca della femmina, ma trova solo un sostituto fatale.

falena zingara feromone anna salleh

l Due errori
 

Cosa ha a che fare tutto ciò con la pornografia? Quest'ultimo è un feromone visivo, una potente droga cerebrale da cento miliardi di dollari l'anno, che sta cambiando la sessualità umana «inibendo l'orientamento» (riferito al succitato esempio del feromone) e «interrompendo la comunicazione pre-accoppiamento tra i sessi», soprattutto attraverso internet. Credo che attualmente stiamo combattendo una guerra contro la pornografia perché molte persone continuano a credere a due errori fondamentali:

  • Errore n° 1: La pornografia non è una droga;

  • Errore n° 2: La pornografia non da quindi una vera e propria dipendenza.

Come illustrazione dell'errore n° 1 si consideri la seguente dichiarazione di un dirigente di Wall Street i cui principali profitti derivano dal commercio di materiale pornografico: «Non sono uno "tipo strano" o un pervertito, non è il mio caso. Anch'io ho figli e una famiglia. Ma se posso far soldi sfruttando gente che è strana, ehi, i dollari sono dollari! Non sto vendendo droga. è Wall Street» 2. Ora consideriamo pornografiaentrambe le opinioni errate alla luce della seguente dichiarazione di un dirigente del settore pornografico: «Il fatto è che la "droga, l'alcol e le sigarette" sono tutti agenti fisici o chimici che possono essere ingeriti e posso dare effetti misurabili e dannosi di dipendenza. La semplice visione di qualsiasi tipo di soggetto rientra difficilmente in questa categoria e, di fatto, sminuisce le reali battaglie che i tossicodipendenti sperimentano nei confronti delle droghe, dell'alcol e delle sigarette, tutti elementi che possono essere letali. Nessuno è mai morto nel guardare il porno. Mentre alcuni soggetti compulsivi possono essere "dipendenti" da qualcosa, come guardare il proprio show televisivo preferito, mangiare un gelato o andare in palestra, nessuno pensa che il gelato sia paragonabile al crack o alla cocaina (ricordate questa dichiarazione; N.d.A.) o che ne dovrebbe essere regolamentata la vendita per la protezione [...] delle persone da sé stesse. Invece, queste azioni compulsive sono giustamente considerate dalla società come difetti della personalità dell'individuo». Ora passeremo in rassegna alcune scienze che sono in relazione con la pornografia, e vedremo anche se essa è un esempio di agente fisico, chimico, ecc..., una «droga», e infine prenderemo in considerazione le ultime ricerche sulla ricompensa naturale del cervello per capire se si tratti di una vera dipendenza cerebrale.
 

l «Erba adrenalina»

In primo luogo, vorrei condividere un'esperienza della nostra famiglia di qualche anno fa nel corso di un safari in Africa. Durante una corsa lungo il fiume Zambesi, il nostro ranger ci parlò dell'adrenaline grass, un'erba che cresce lungo le rive del fiume. Gli chiesi perché avesse usato la parola «adrenalina», e lui iniziò a guidare lentamente attraverso l'erba. Improvvisamente fermò il veicolo e disse: «Ecco! Lo vedi»? «Vedere cosa?», gli chiesi. Si avvicinò, e da quella posizione cambiò anche l'angolo di esposizione della luce. Poi capii. Un leone stava nascosto tra l'erba a scrutare il fiume, forse in attesa di qualche preda, oppure di bere dell'acqua. Eravamo seduti su di una Land Rover decappottabile senza porte ne finestrini. Appena ho sentito battermi forte il cuore, ho capito perché questa vegetazione viene chiamata «erba adrenalina». La mia corteccia cerebrale ha visto e definito il pericolo, e lo ha registrato nella parte autonoma, o automatica, del mio sistema nervoso. Il cervello, che è un laboratorio farmaceutico molto efficiente, ha prodotto chimicamente l'adrenalina, inducendo il mio cuore a battere e a correre in preparazione della sopravvivenza. Ero pronto a correre, se necessario (non che avessi buone probabilità con il leone). Ci è stato detto che se fossimo rimasti immobili ai nostri posti, il leone avrebbe guardato la Land Rover nel suo insieme non vedendoci come individui. Fortunatamente questo è stato il nostro caso.
 

l Una droga è una droga

dopaminaè interessante notare che l'adrenalina, chiamata anche epinefrina, è un farmaco che i medici usano in chirurgia e in situazioni di emergenza per stimolare il cuore di un paziente quando batte molto lentamente o addirittura si ferma. Quindi, ecco la domanda: l'epinefrina non è una droga se il cervello la produce (facendo battere il cuore all'impazzata), ma è ancora una droga se la stessa epinefrina è somministrata da un medico? Consideriamo la dopamina. Questo prodotto chimico è un cugino stretto dell'adrenalina; entrambe sono neurotrasmettitori eccitatori che dicono al cervello: «Vai»! La dopamina è importante per le parti del nostro cervello che ci permettono di muoverci, e quando le parti del cervello che producono dopamina vengono danneggiate il risultato è il morbo di Parkinson. Per curare il Parkinson i medici prescrivono la dopamina come farmaco, ed essa aiuta il paziente a muoversi nuovamente. Quindi, la dopamina è un farmaco soltanto se il laboratorio farmaceutico la produce, e non se il cervello produce la stessa sostanza chimica per lo stesso scopo? Certamente, entrambi sono farmaci nel vero senso della parola, indipendentemente da dove vengono prodotti. A riguardo del tema trattato, possiamo affermare che ambedue questi farmaci del cervello sono molto importanti per la sessualità umana, sia per la pornografia che per la dipendenza sessuale. La dopamina, oltre al suo ruolo nel movimento, è un neurotrasmettitore integrale, ma è anche una droga cerebrale nel sistema di piacere/ricompensa del nostro cervello.
 

l Disturbo della dopamina

Rivediamo alcuni dei più importanti componenti del sistema di ricompensa del cervello. All'esterno vi è la corteccia cerebrale, uno strato di cellule nervose in cui risiede la coscienza, il pensiero volitivo. Nella parte anteriore, sopra gli occhi, vi sono i lobi frontali. Queste aree sono importanti per il giudizio, e se il cervello fosse una macchina, i lobi frontali sarebbero i freni. Questi lobi hanno importanti collegamenti con le vie del piacere, in modo da poterlo controllare. Al centro del cervello vi è il nucleus accumbens. Questa zona a forma di mandorla è la chiave del sistema piacere-ricompensa, e quando viene attivato dalla dopamina e da altri neurotrasmettitori, ci fà valutare e desiderare il piacere della ricompensa. La dopamina è essenziale per gli esseri umani per desiderare e valutare un piacere appropriato per la loro vita. Senza di essa, non saremmo così incentivati a procreare, a mangiare o anche cercare di vincere una partita. è l'uso eccessivo del sistema di ricompensa della dopamina che provoca dipendenza. Quando queste vie vengono usate in modo compulsivo, si verifica una retrocessione che riduce in modo effettivo la quantità di dopamina nelle aree di piacere disponibili per l'uso, e le stesse cellule dopaminergiche iniziano ad atrofizzarsi e a ridursi. Le cellule ricompensa nel nucleus accumbens sono affamate di dopamina e vivono in uno stato di desiderio; allo stesso tempo, si verifica un declassamento dei recettori della dopamina sulle cellule del piacere. Il ripristino del «termostato del piacere» produce una «nuova normalità». In questo stato di cose, la persona deve agire secondo la dipendenza, ossia aumentando la dose di dopamina fino a livelli sufficienti per sentirsi normale. Poiché avviene una desensibilizzazione dei circuiti di ricompensa, stimoli più forti e ancora più forti sono necessari per aumentare le dosi di dopamina. Nel caso di dipendenza da stupefacenti, la persona dipendente deve aumentare la quantità del farmaco per ottenere il medesimo picco. Nella dipendenza da pornografia, immagini sempre più scioccanti sono necessarie per stimolare la persona.

cervello umano

l Danno del lobo frontale

Come una sorta di feedback, anche i lobi frontali possono atrofizzarsi o ridursi. Pensate all'esempio dell'usura delle pastiglie dei freni. Questo declino fisico e funzionale del centro del giudizio del cervello causa nella persona una compromissione della sua capacità di elaborare le mosse per poter uscire dalla dipendenza. Gli scienziati che studiano le dipendenze hanno chiamato questa condizione «ipofrontalità», e hanno notato una certa somiglianza tra il comportamento delle persone dipendenti e il comportamento dei pazienti con danno cerebrale frontale. I neurochirurghi hanno spesso trattato pazienti con danni al lobo frontale. In un incidente automobilistico, ad esempio, il cervello del conducente spesso decelera nel retro della sua fronte all'interno del cranio, danneggiando i lobi frontali. I pazienti con danno del lobo frontale mostrano una quantità di comportamenti che noi chiamiamo «sindrome del lobo frontale». In primo luogo, questi pazienti sono impulsivi, in quanto si impegnano sconsideratamente in attività senza badare alle conseguenze. In secondo luogo, essi sono compulsivi; si fissano o si concentrano nei riguardi di determinati oggetti o comportamenti, e devono averli per forza, non importa a quale prezzo. In terzo luogo, questi soggetti diventano emotivamente labili, e hanno sbalzi d'umore improvvisi e imprevedibili. In quarto luogo, essi dimostrano scarsa capacità di giudizio. In questo modo l'ipofrontalità corticale, o il restringimento dei lobi frontali, causa di questi quattro comportamenti, può derivare da un incidente automobilistico o da una dipendenza. Uno studio sulla dipendenza da cocaina, pubblicato nel 2002, mostra una perdita di volume o restringimento in diverse aree del cervello, in particolare delle aree di controllo frontale. Un studio del 2004 mostra risultati molto simili per la metamfetamina. Ma siamo di fronte a droghe che possono danneggiare il cervello, per cui in realtà questi studi non ci sorprendono. Si consideri, tuttavia, una dipendenza naturale, come l'eccesso di cibo che porta all'obesità.

dipendente da droga e da pornografia

Potreste essere molto sorpresi nell'apprendere che uno studio pubblicato nel 2006 ha mostrato il restringimento dei lobi frontali in una condizione di obesità molto simile a quella trovata negli studi sulla cocaina e sulla metamfetamina. E uno studio pubblicato nel 2007 in persone che mostravano una forte dipendenza sessuale ha prodotto risultati quasi identici alla metamfetamina, alla cocaina e agli studi sugli obesi 3. Così abbiamo quattro studi, due sui farmaci e due sulla dipendenza naturale, effettuati in differenti istituti accademici da gruppi di ricerca diversi, e pubblicato in un lasso di tempo di cinque anni in quattro diverse riviste scientifiche. E tutti e quattro gli studi dimostrano che la dipendenza fisica influenza i lobi frontali del cervello.
 

l La dipendenza è dipendenza

Abbiamo visto come i sistemi della dopamina non funzionino bene nella dipendenza, e che possono essere danneggiati. Questo danno - come pure i danni a carico del lobo frontale - può essere evidenziato con scansioni del cervello tramite risonanza magnetica funzionale, PET (tomografia ad emissione di positroni) e SPECT (tomografia computerizzata a emissione di fotoni singoli). Recenti studi, compiuti utilizzando scansioni del cervello, non solo hanno dimostrato anormalità nei casi di dipendenza da cocaina, ma anche nei casi di gioco d'azzardo patologico o di eccesso di cibo che porta all'obesità. Quindi, non biasimate la scienza che ci dice che la dipendenza è presente quando c'è un persistente comportamento distruttivo, nonostante le conseguenze avverse. Come indicato nella rivista Science, «per quanto riguarda il cervello, un premio è una ricompensa, indipendentemente dal fatto che provenga dalla chimica o dall'esperienza». Cos'hanno in comune la pornografia e la dipendenza sessuale? Il Dr. Eric Nestler, responsabile della ricerca in neuroscienze al Mount Ceder Sinai di New York, e uno degli scienziati più rispettati a livello mondiale per quanto riguarda le dipendenze, ha pubblicato nel 2005 un articolo sulla rivista Nature Neuroscience intitolato Is There a Common Pathway for Addiction? («C'è un percorso comune per la dipendenza»?). In questo documento, egli afferma che i sistemi di ricompensa della dopamina mediano non soltanto la dipendenza da droghe, ma anche le «dipendenze naturali (ossia il consumo compulsivo di ricompense naturali), come l'eccessiva assunzione patologica di cibo, il gioco d'azzardo patologico e le dipendenze sessuali». La prestigiosa Royal Society di Londra, fondata nel 1660, pubblica la rivista scientifica più longeva al mondo, la Philosophical Transactions of the Royal Society. Un recente numero ha dedicato diciassette articoli incentrati sulla dipendenza. è interessante notare che due degli articoli sono stati espressamente dedicati alle dipendenze naturali: al gioco d'azzardo e all'eccessiva assunzione di cibo.

l Apprendimento frenetico

I due studiosi Robert Malenka e Julie Kauer, in un articolo di riferimento pubblicato su Nature del 2007 sui meccanismi che regolano i cambiamenti fisici e chimici che avvengono nelle cellule del cervello nelle persone tossicodipendenti, hanno affermato: «La dipendenza rappresenta una forma patologica di apprendimento e di memoria». Oggi, questi cambiamenti nelle cellule cerebrali vengono definiti «potenziamento a lungo termine» e «depressione a lungo termine», e si parla di plasticità del cervello o del soggetto che cambia o si ricollega. Il Dr. Norman Doidge, neurologo presso la Columbia University, nel sul libro The Brain That Changes Itself («Il cervello che modifica sè stesso»), descrive come la pornografia «resetti» i circuiti neurali. Egli ha osservato in uno studio su alcuni uomini che consumano pornografia su internet che i soggetti sembravano «inquietanti» come i topi che spingevano le leve per ricevere la cocaina nelle scatole da sperimentazione di Skinner. Come quei i topi tossicodipendenti, gli uomini erano alla disperata ricerca della prossima dose, cliccando con il mouse proprio come i topi spingevano le leve. La dipendenza da pornografia è un apprendimento frenetico, ed è forse per questo che molti di coloro che hanno lottato con più dipendenze riportano che questa è stata la più difficile da superare. La tossicodipendenza, seppur potente, è più passiva in una sorta di «pensiero di passaggio», mentre la pornografia visiva, specialmente quella su internet, è un processo neurologico molto più attivo. La costante ricerca e valutazione di ogni immagine o videoclip, grazie alla sua potenza e al suo effetto, è un esercizio di apprendimento neuronale limitato soltanto dal cervello progressivamente gratificato. La curiosità è quindi fusa nella compulsione, e la necessità di un flusso più ampio di dopamina può guidare la persona dal softcore all'hardcore, alla pedo-pornografia o peggio. Un articolo pubblicato sul Journal of Family Violence, nel 2009, ha rivelato che l'85% degli uomini arrestati per pornografia infantile ha anche abusato fisicamente di minori.

robert malenka julie kauer norman doidge


 

 l Sessualità disumanizzata

Oltre all'ipofrontalità corticale e al declassamento dei sistemi dopaminergico e mesolimbico, un terzo elemento sembra essere importante per la pornografia e la dipendenza sessuale. L'ossitocina e la vasopressina sono importanti ormoni nel cervello in riferimento alla sessualità. Gli studi dimostrano che l'ossitocina è anche importante nell'aumentare la fiducia negli esseri umani, nel legame emotivo tra partner sessuali, e nel legame con i genitori. Ci sono segni per legare l'oggetto della nostra sessualità. è una buona cosa quando questo legame si verifica all'interno di un rapporto matrimoniale, ma c'è anche un lato oscuro. Quando la gratificazione sessuale si verifica nel contesto dell'uso della pornografia, può portare ad una sorta di «amante virtuale». Il Dr. Victor Cline, nel suo saggio Pornography's Effects on Adult and Child («Gli effetti dellaporno dipendente pornografia su adulti e bambini»), descrive questo processo con le seguenti parole: «Nella mia esperienza di terapeuta sessuale, ho appurato che qualsiasi persona che si masturba regolarmente con l'ausilio di pornografia rischia di diventare, nel tempo, un tossicodipendente sessuale, condizionando sé stesso ad assumere una devianza sessuale e/o a turbare un rapporto consolidato con il coniuge o con la fidanzata. Un effetto collaterale frequente è che si riduce drasticamente la loro capacità di amare (ad esempio, ne risulta una dissociazione del sesso dall'amicizia, dall'affetto, dalla cura e da altre emozioni sane e caratteristiche che aiutano i rapporti coniugali). Il loro lato sessuale diventa in un certo senso disumanizzato. Molti di loro sviluppano "un ego straniero" (o lato oscuro), il cui nucleo è una lussuria antisociale priva della maggior parte dei valori. Nel frattempo, l'aumento di masturbazione ottenuto mediante il consumo di pornografia diventa più invadente nelle relazioni della vita reale. Il processo di condizionamento masturbatorio è inesorabile e non regredisce spontaneamente. Il decorso di questa malattia può essere lento ed è quasi sempre nascosto alla vista degli altri. Di solito, è una parte segreta della vita dell'uomo, e come un cancro continua a crescere e a diffondersi. Raramente è reversibile, ed è anche molto difficile da trattare e guarire. La negazione da parte del tossicodipendente di sesso maschile e il rifiuto di affrontare il problema sono tipici e prevedibili, e questo quasi sempre porta alla disarmonia di coppia e coniugale, a volte il divorzio e, a volte, allo smembramento di altre relazioni intime». Il Dr. Doidge ha annotato: «I pornografi promettono un piacere sano e una liberazione dalla tensione sessuale, ma quello che spesso offrono è la dipendenza, e un eventuale calo del piacere. Paradossalmente, i pazienti di sesso maschile con cui ho lavorato desideravano consumare materiale pornografico, anche se ne provavano disgusto». Nel libro Pornified («Pornificato»), Pamela Paul fornisce numerosi esempi di questo atteggiamento, e descrive una persona che ha deciso di limitare il suo uso di pornografia non per questioni morali o per il senso di colpa, ma per rivivere il piacere di reali rapporti fisici con le donne.

victor cline pamela paul pornified - pamela paul

«L'impotenza da porno» nella quale l'uomo sperimenta sessualmente la preferenza del porno piuttosto che di una donna è un fenomeno reale e in crescita. Quando la pulsione sessuale dell'uomo viene deviata in questa direzione, rispetto alla preferenza della sua partner, il Dr. Cline scrive che la moglie «può sentirsi molto sola e rifiutata». Un articolo pubblicato sul Journal of Sex and Marital Therapy, ha descritto uno studio che mostra come molte donne vedano le attività pornografiche del loro partner come «una forma di infedeltà»: il tema che attraversa le loro lettere è che l'uomo ha preso l'aspetto più intimo della relazione, la sessualità, che dovrebbe esprimere il legame d'amore tra la coppia ed essere limitata esclusivamente alla relazione, condividendolo invece con innumerevoli donne di fantasia. La stragrande maggioranza delle donne in questo studio ha utilizzato parole come «tradimento», «inganno» e «relazione» per descrivere ciò che il loro partner provava nei confronti della pornografia.
 

l Un triplice amo

amo del pornoPermettemi di usare un'analogia con la pesca per illustrare alcuni concetti. Ogni anno in agosto, se possibile, cerco di recarmi sul fiume Unalakleet, in Alaska, per la pesca del salmone d'argento. Usiamo un richiamo particolare, un triplice amo chiamato Pixie Blue Fox. Come ogni pescatore sa, è importante mantenere la resistenza in modo sciolto solo dopo avere agganciato il pesce, quando ancora ha un sacco di forza. Appena il pesce inizia a tirare stringiamo la canna e aumentiamo la resistenza. In questo modo, il pesce può essere recuperato. Allo stesso modo, la pornografia è un triplice gancio, composto da una ipofrontalità corticale, dalla retrocessione dopaminergica e dal coinvolgimento dell'ossitocina e della vasopressina. Ognuno di questi ami è potente, ed essi sono sinergici. La pornografia piazza i suoi ami molto rapidamente e profondamente, e mano a mano che la dipendenza progredisce, si stringe rapidamente il nodo della dopamina finché non esiste più via di fuga. La persona è sempre più stretta nella barca, in attesa della rete.
 

l Disastro demografico

Perché è così essenziale comprendere la natura della pornografia come qualcosa che può dare dipendenza? Perché se la consideriamo semplicemente come una cattiva abitudine, e non troviamo il pieno supporto necessario per superare ogni vera dipendenza, continueremo ad essere delusi, sia come individui che come società. La pornografia è il tessuto utilizzato per tessere un arazzo di permissivismo sessuale, che mina le fondamenta stesse della società. Biologicamente parlando, essa distrugge la capacità di una popolazione di sostenersi. Si tratta di una catastrofe demografica. Lo scrittore Tom Wolfe ha detto: «Più la pornografia diventa grande, minore è il tasso di natalità». Questa affermazione ha una una validità? Nel 1950, ogni Paese dell'attuale Unione Europea aveva un tasso di fecondità superiore al 2.1, necessario a sostenere una popolazione. Ai nostri giorni, nessuno di questi Paesi arriva a questo tasso, e molti di essi sono in prossimità dell'1.3, definito «il più basso tasso di fertilità», dal quale è virtualmente impossibile risollevarsi. è stato alla fine degli anni '60 e ai primi '70 che questo declino èhippies iniziato, e questo periodo corrisponde proprio all'avvento della rivoluzione sessuale. Esiste una correlazione diretta tra il crescente dominio culturale della rivoluzione sessuale e il tasso di natalità in diminuzione, e mentre un nesso di casualità non può essere provato, si può fortemente temere che ciò sia stato - almeno in parte - indotto dall'effetto feromonico della pornografia. Naturalmente, il declino demografico è multi-fattoriale 4. L'urbanizzazione, le donne sul posto di lavoro, l'adattamento del ruolo e le aspettative di vita sempre maggiori sono fattori importanti nell'inversione della piramide della popolazione. Ma i fattori primordiali o biologici della sessualità umana e la stabilità della famiglia sono primari e, a mio parere, non sono stati adeguatamente ponderati. Nel 1934, l'antropologo di Cambridge J. D. Unwin pubblicò il libro Sex and Culture («Sesso e Cultura»). In esso, Unwin ha esaminato ottantasei culture abbracciando 5.000 anni per quanto riguarda gli effetti della promiscuità sessuale e della selettività sessuale. La sua prospettiva è rigorosamente laica, e le sue conclusioni non sono ubicate nel dogma moralistico. Egli ha dimostrato, senza eccezioni, che le culture che hanno praticato una monogamia stretta in vincoli coniugali hanno saputo tirar fuori quelle che lui chiama le «energie creative sociali», e hanno raggiunto lo zenit della produttività. Al contrario, le culture che non avevano alcun sistema di controllo sulla sessualità, sono state, senza eccezione, deteriorate dalla mediocrità e dal caos. In Houposia, The Sexual and Economic Foundation of a New Society, pubblicato postumo, Unwin sintetizza il suo pensiero in queste parole: «Nella storia umana, non c'è un solo esempio di società che abbia conservato le sue energie dopo una generazione completamente nuova che ha ereditato la tradizione di non insistere nella continenza pre e post-nuziale [...]. La prova è che in passato una classe sociale che aveva raggiunto una posizione di predominio politico a causa della sua grande energia e che, nel periodo della sua crescita, aveva regole sessuali molto severe. Mantenendo la sua energia, essa ha dominato la società nella misura in cui ha mantenuto la continenza pre e post-matrimoniale». Non conosco eccezioni a queste regole.
 

l La pornografia come un lanciafiamme

Unwin ha anche descritto ciò che può essere chiamato la «distrazione dopaminergica», nella quale domina la ricerca del piacere e la produttività viene diminuita. Will Durant (1885-1981), in The Lessons of History («Le lezioni di Storia»), ha scritto che «il sesso è un fiume di fuoco che dev'essere deviato e raffreddato da un centinaio di restrizioni, altrimenti porta al caos sia l'individuo che il gruppo». Se «il sesso è un fiume di fuoco», la dopamina e le altre droghe sono il carburante del cervello. Come gli astronauti dell'Apollo 11, siamo in gradi di cavalcare questa energia fino ai cieli, oppure esserne consumati fino all'esaurimento, a seconda che siamo sopra i motori nel modulo di comando o sotto di essi, essendo esposti al calore. Il Dr. Henry A. Bowman ha affermato: «Nessuna persona davvero intelligente brucerà una cattedrale per friggere un uovo, anche solo per soddisfare un appetito vorace». Eppure, oggi il lanciafiamme della pornografia sta incendiando molte cattedrali d'amore coniugale e familiare. Plaudo gli sforzi in corso per rafforzare le leggi, ma nel nostro ambiente giuridico e sociale non possiamo dipendere dal governo della moderazione. Dobbiamo affrontare la realtà secondo cui in un modo o nell'altra la pornografia finirà per colpire praticamente ogni famiglia. Il Dr. Jason Carroll e i suoi colleghi hanno pubblicato un documento ampiamente citato nel Journal of Adolescent Research che mette in luce la portata di questo problema. Secondo questo documento, che ha esaminato i dati provenienti da cinque Università, l'87% dei maschi e il 31% delle femmine consuma pornografia. Questo dato supera tutte le barriere religiose, educative e sociali. Per la maggior parte della nuova generazione, la pornografia è diventata il punto di riferimento per l'educazione sessuale, come un negozio di caramelle in internet, che insegna che il sesso è fisicamente ed emotivamente innocuo, privo di conseguenze negative. Uomini e donne sono soltanto droghe visive da utilizzare e gettare, e il sesso solo un piacere personale. La verità, naturalmente, è che coloro che effettivamente recitano nella pornografia vengono spremuti e buttati dagli stessi pornografi, sono la «gente usa e getta», come li ha definiti il Dr. Charles Everett Koop.

 

l Aiuto per la guarigione

La descrizione del Dr. John Mark Chaney riguardante la dipendenza da pornografia degli adolescenti è altrettanto adeguata per gli adulti: «A volte, i professionisti non riescono a capire il potere della compulsione che la gioventù si trova a dover affrontare, e non è raro che la scuola, la religione o i professionisti del settore privato sostengano un semplice piano di trattamento basato sulla forza di volontà o di carattere morale. Dal momento che la pornografia può essere una dipendenza, certi approcci come "basta dire no" rischiano di creare soltanto più frustrazione e una controproducente immaginazione [...]. Le modalità di intervento e il trattamento devono riconoscere il problema come una dipendenza completa, e trattarlo con le stesse considerazioni riservate alle sostanze chimiche oppure all'alcool». Per quanto riguarda la guarigione, il Dr. Victor Cline sostiene: «Ho scoperto che ci sono quattro fattori principali che devono essere presi in considerazione per il successo nel recupero. In primo luogo, l'individuo deve essere personalmente motivato ad essere liberato dalla sua dipendenza e possedere una certa volontà per fare tutto il necessario per raggiungere il successo. Non si può mai costringere una persona a guarire se essa non lo vuole [...]. In secondo luogo, è necessario creare un ambiente sicuro, che riduca drasticamente l'accesso alla pornografia o ad altro materiale connesso ad essa [...]. In terzo luogo, egli dovrebbe affiliarsi ad un gruppo di supporto delle dodici tappe [...]. In quarto luogo, l'individuo deve necessariamente contattare un consulente/terapeuta che ha avuto una formazione specifica e di successo nel trattamento della dipendenza sessuale». Cerchiamo di mostrare comprensione per quelli già «catturati», che vivono nella vergogna e nel segreto. Svergognarli non li guarirà mai. Ecco il pensiero di Jeffrey R. Holland quando era presidente della Brigham Young University: «Quando un malconcio nuotatore tenta coraggiosamente di tornare a riva, dopo aver combattuto forti venti e onde altissime che non ha mai affrontato prima, quelli che di noi avrebbero maggior giudizio, o forse maggior fortuna, non dovrebbero andare verso di lui, percuoterlo con i remi e spingere la sua testa sott'acqua». L'antica filosofia non li guarirà e lo stesso governo non li salverà. La fase nº 2 del programma in dodici tappe per i dipendenti dal sesso dice che quelli guariti «sono giunti a credere che un Potere più grande possa ristabilire la loro sanità mentale». è interessante il fatto che molti studi sostengono che il successo dei programmi in dodici tappe si basi sull'aiuto di un Potere Superiore. Infatti, le ricerche di Unwin, condotte da una prospettiva laica, hanno dimostrato che tutte le società avanzate, giunte al loro apice culturale e produttivo, hanno costruito templi alle divinità che adoravano. Fu in questa sottomissione del profano al sacro, del sistema limbico al lobo temporale, che hanno raggiunto il loro picco di auto-controllo e, quindi, della loro auto-determinazione. Will Durant, che si è descritto come un agnostico, ha anche affermato che «non vi è alcun sostituto morale» alla religione nella fornitura di questo attenuazione del sistema limbico.

l La battaglia è iniziata

La pornografia è una droga che produce una trappola neurochimica di dipendenza: Così William Shakespeare (1564-1616) descrive la lussuria nel Sonetto 129: «Sciupio dello spirito nello sperpero della vergogna è la lussuria in atto, e nel suo attuarsi essa è spergiura, assassina, spregevole, sanguinaria, selvaggia, sfrenata, brutale, impietosa, infida. Non appena sazia essa è disprezzata: è perseguita irrazionalmente e, non appena avuta, è irrazionalmente odiata, come esca ficcata nella strozza per far impazzire il malcapitato. Insana nella ricerca e nel possesso, sfrenata nel suo prima-durante-dopo: una beatitudine nel goderla e, goduta, una dannazione; prima una gioia offerta, poi solo un sogno. Tutto ciò sa bene il mondo, ma nessuno sa bene come scansare il paradiso che porta a tale inferno». Come abbiamo visto, il gelato e la sessualità possono diventare pericolosi come il crack o la cocaina. Anche se dobbiamo continuare a combattere la buona battaglia legale e sociale, non possiamo pensare che queste misure possano essere l'unica nostra difesa. La pornografia vuole te, vuole tuo marito o tua moglie, vuole tuo figlio e tua figlia, vuole i tuoi nipoti. Si tratta di un padrone crudele sempre in cerca di nuovi schiavi. Quando Abraham Lincoln (1809-1865) ha dovuto affrontare la guerra per la libertà, ha detto: «Se ora non ci uniamo tutti per salvare la buona vecchia nave dell'Unione in questo viaggio, nessuno avrà la probabilità di pilotarla in un'altro». Tutti in coperta. La battaglia è per la nostra salute mentale, per la nostra serenità, per la pace e la prosperità di oggi, e per il nostro futuro.


 

Note

1 Traduzione dall'originale inglese Slave Master: How Pornography Drugs & Changes Your Brain («Il padrone dello schiavo: Come la pornografia droga e altera il tuo cervello»), a cura di Paul. L'articolo originale è stato pubblicato sulla rivista Salvo (nº 13, Estate 2010), ed è reperibile alla pagina web

http://www.salvomag.com/new/articles/salvo13/13hilton.php

2 Cfr. B. I. Koerner, «A Lust for Profits» («Una lussuria per guadagnare»), in U.S. News & World Report, del 27 marzo 2000, pag. 44.

3 è incoraggiante il fatto che due studi, uno sulle tossicodipendenze (metamfetamina) e uno sulla dipendenza naturale (obesità), abbiano dimostrato anche un ritorno alla normalità del volume del lobo frontale dopo un periodo di recupero.

4 In effetti, l'attuale crollo delle nascite è dovuto a diverse cause (aborto, contraccezione, ecc...), e in particolare alla propaganda malthusiana ed edonistica che a partire dagli anni '60 ha martellato le menti del''Occidente grazie alla complicità dei media e all'impegno delle forze politiche più progressiste (N.d.R.). 

come la pornografia altera il tuo cervello

titolo come la pornografia droga e altera il tuo cervello

di Donald L. Hilton, Jr. 1

pornodipendenza



Mentre alcuni hanno evitato di usare il termine «dipendenza» nel contesto di certe compulsioni naturali come la sessualità incontrollata, l'eccessiva assunzione di cibo o il gioco d'azzardo, prenderemo in considerazione le evidenze scientifiche attuali per quanto riguarda il cervello e la dipendenza da pornografia. In questo articolo si cercherà di rispondere a due domande:

  • Biologicamente, è il cervello ad essere colpito dalla pornografia e dalle altre dipendenze sessuali?

  • Se è così, e se tali dipendenze sono molto diffuse, possono anche avere un effetto a livello sociale?

l La storia della falena zingara

Iniziamo con un'apparente digressione. Nel 1869, la falena zingara (Lymantria dispar) è stata importata in America con l'intenzione di dare vita all'industria della seta. Raramente si sono viste buone intenzioni andate a finire così male a causa dell'imprevisto appetito della falena per alberi come le querce, gli aceri, gli olmi fino a devastare le foreste per centocinquant'anni. Numerosi tentativi sono stati fatti per distruggere questa peste, ma un importante passo in avanti giunse nel 1960, quando gli scienziati hanno osservato che la falena zingara maschio seguiva la femmina tramite il suo odore per accoppiarsi. Questo profumo è chiamato feromone, ed è estremamente attraente per il maschio. Nel 1971, è stato pubblicato un articolo dalla rivista Nature in cui era descritto come i feromoni sono stati utilizzati per evitare che le tarme si accoppiassero. Gli scienziati hanno prodotto feromone in grandi quantità e ne hanno permeato l'ambiente in cui vivevano le falene. Questo profumo innaturalmente forte ha sopraffatto la naturale capacità delle femmine di attrarre i maschi, e i maschi, confusi, non sono riusciti a trovare le femmine. Un documento supplementare ha descritto come il controllo della popolazione delle falene sia stato raggiunto «impedendo alle falene zingare maschio di trovare le loro compagne». La falena zingara è stato il primo insetto ad essere controllato mediante l'uso di feromoni, i quali operano in due modi. Uno è chiamato «metodo della confusione». Un aereo sparge un numero insignificante, dal punto di vista dell'ambiente, di palline di plastica imbevute di essenza di feromone. Così Anna Salleh, una giornalista scientifica, ha descritto il fenomeno: «Il maschio rimane stordito e non sa in quale direzione cercare la femmina, oppure diventa insensibile ai naturali livelli di feromone prodotti dalla femmina e non ha alcun incentivo ad accoppiarsi con essa». L'altro stratagemma è detto il «metodo della cattura»: vengono preparate trappole di feromone dalle quali le falene non possono sfuggire; a quel punto, la falena maschio va in cerca della femmina, ma trova solo un sostituto fatale.

falena zingara feromone anna salleh

l Due errori
 

Cosa ha a che fare tutto ciò con la pornografia? Quest'ultimo è un feromone visivo, una potente droga cerebrale da cento miliardi di dollari l'anno, che sta cambiando la sessualità umana «inibendo l'orientamento» (riferito al succitato esempio del feromone) e «interrompendo la comunicazione pre-accoppiamento tra i sessi», soprattutto attraverso internet. Credo che attualmente stiamo combattendo una guerra contro la pornografia perché molte persone continuano a credere a due errori fondamentali:

  • Errore n° 1: La pornografia non è una droga;

  • Errore n° 2: La pornografia non da quindi una vera e propria dipendenza.

Come illustrazione dell'errore n° 1 si consideri la seguente dichiarazione di un dirigente di Wall Street i cui principali profitti derivano dal commercio di materiale pornografico: «Non sono uno "tipo strano" o un pervertito, non è il mio caso. Anch'io ho figli e una famiglia. Ma se posso far soldi sfruttando gente che è strana, ehi, i dollari sono dollari! Non sto vendendo droga. è Wall Street» 2. Ora consideriamo pornografiaentrambe le opinioni errate alla luce della seguente dichiarazione di un dirigente del settore pornografico: «Il fatto è che la "droga, l'alcol e le sigarette" sono tutti agenti fisici o chimici che possono essere ingeriti e posso dare effetti misurabili e dannosi di dipendenza. La semplice visione di qualsiasi tipo di soggetto rientra difficilmente in questa categoria e, di fatto, sminuisce le reali battaglie che i tossicodipendenti sperimentano nei confronti delle droghe, dell'alcol e delle sigarette, tutti elementi che possono essere letali. Nessuno è mai morto nel guardare il porno. Mentre alcuni soggetti compulsivi possono essere "dipendenti" da qualcosa, come guardare il proprio show televisivo preferito, mangiare un gelato o andare in palestra, nessuno pensa che il gelato sia paragonabile al crack o alla cocaina (ricordate questa dichiarazione; N.d.A.) o che ne dovrebbe essere regolamentata la vendita per la protezione [...] delle persone da sé stesse. Invece, queste azioni compulsive sono giustamente considerate dalla società come difetti della personalità dell'individuo». Ora passeremo in rassegna alcune scienze che sono in relazione con la pornografia, e vedremo anche se essa è un esempio di agente fisico, chimico, ecc..., una «droga», e infine prenderemo in considerazione le ultime ricerche sulla ricompensa naturale del cervello per capire se si tratti di una vera dipendenza cerebrale.
 

l «Erba adrenalina»

In primo luogo, vorrei condividere un'esperienza della nostra famiglia di qualche anno fa nel corso di un safari in Africa. Durante una corsa lungo il fiume Zambesi, il nostro ranger ci parlò dell'adrenaline grass, un'erba che cresce lungo le rive del fiume. Gli chiesi perché avesse usato la parola «adrenalina», e lui iniziò a guidare lentamente attraverso l'erba. Improvvisamente fermò il veicolo e disse: «Ecco! Lo vedi»? «Vedere cosa?», gli chiesi. Si avvicinò, e da quella posizione cambiò anche l'angolo di esposizione della luce. Poi capii. Un leone stava nascosto tra l'erba a scrutare il fiume, forse in attesa di qualche preda, oppure di bere dell'acqua. Eravamo seduti su di una Land Rover decappottabile senza porte ne finestrini. Appena ho sentito battermi forte il cuore, ho capito perché questa vegetazione viene chiamata «erba adrenalina». La mia corteccia cerebrale ha visto e definito il pericolo, e lo ha registrato nella parte autonoma, o automatica, del mio sistema nervoso. Il cervello, che è un laboratorio farmaceutico molto efficiente, ha prodotto chimicamente l'adrenalina, inducendo il mio cuore a battere e a correre in preparazione della sopravvivenza. Ero pronto a correre, se necessario (non che avessi buone probabilità con il leone). Ci è stato detto che se fossimo rimasti immobili ai nostri posti, il leone avrebbe guardato la Land Rover nel suo insieme non vedendoci come individui. Fortunatamente questo è stato il nostro caso.
 

l Una droga è una droga

dopaminaè interessante notare che l'adrenalina, chiamata anche epinefrina, è un farmaco che i medici usano in chirurgia e in situazioni di emergenza per stimolare il cuore di un paziente quando batte molto lentamente o addirittura si ferma. Quindi, ecco la domanda: l'epinefrina non è una droga se il cervello la produce (facendo battere il cuore all'impazzata), ma è ancora una droga se la stessa epinefrina è somministrata da un medico? Consideriamo la dopamina. Questo prodotto chimico è un cugino stretto dell'adrenalina; entrambe sono neurotrasmettitori eccitatori che dicono al cervello: «Vai»! La dopamina è importante per le parti del nostro cervello che ci permettono di muoverci, e quando le parti del cervello che producono dopamina vengono danneggiate il risultato è il morbo di Parkinson. Per curare il Parkinson i medici prescrivono la dopamina come farmaco, ed essa aiuta il paziente a muoversi nuovamente. Quindi, la dopamina è un farmaco soltanto se il laboratorio farmaceutico la produce, e non se il cervello produce la stessa sostanza chimica per lo stesso scopo? Certamente, entrambi sono farmaci nel vero senso della parola, indipendentemente da dove vengono prodotti. A riguardo del tema trattato, possiamo affermare che ambedue questi farmaci del cervello sono molto importanti per la sessualità umana, sia per la pornografia che per la dipendenza sessuale. La dopamina, oltre al suo ruolo nel movimento, è un neurotrasmettitore integrale, ma è anche una droga cerebrale nel sistema di piacere/ricompensa del nostro cervello.
 

l Disturbo della dopamina

Rivediamo alcuni dei più importanti componenti del sistema di ricompensa del cervello. All'esterno vi è la corteccia cerebrale, uno strato di cellule nervose in cui risiede la coscienza, il pensiero volitivo. Nella parte anteriore, sopra gli occhi, vi sono i lobi frontali. Queste aree sono importanti per il giudizio, e se il cervello fosse una macchina, i lobi frontali sarebbero i freni. Questi lobi hanno importanti collegamenti con le vie del piacere, in modo da poterlo controllare. Al centro del cervello vi è il nucleus accumbens. Questa zona a forma di mandorla è la chiave del sistema piacere-ricompensa, e quando viene attivato dalla dopamina e da altri neurotrasmettitori, ci fà valutare e desiderare il piacere della ricompensa. La dopamina è essenziale per gli esseri umani per desiderare e valutare un piacere appropriato per la loro vita. Senza di essa, non saremmo così incentivati a procreare, a mangiare o anche cercare di vincere una partita. è l'uso eccessivo del sistema di ricompensa della dopamina che provoca dipendenza. Quando queste vie vengono usate in modo compulsivo, si verifica una retrocessione che riduce in modo effettivo la quantità di dopamina nelle aree di piacere disponibili per l'uso, e le stesse cellule dopaminergiche iniziano ad atrofizzarsi e a ridursi. Le cellule ricompensa nel nucleus accumbens sono affamate di dopamina e vivono in uno stato di desiderio; allo stesso tempo, si verifica un declassamento dei recettori della dopamina sulle cellule del piacere. Il ripristino del «termostato del piacere» produce una «nuova normalità». In questo stato di cose, la persona deve agire secondo la dipendenza, ossia aumentando la dose di dopamina fino a livelli sufficienti per sentirsi normale. Poiché avviene una desensibilizzazione dei circuiti di ricompensa, stimoli più forti e ancora più forti sono necessari per aumentare le dosi di dopamina. Nel caso di dipendenza da stupefacenti, la persona dipendente deve aumentare la quantità del farmaco per ottenere il medesimo picco. Nella dipendenza da pornografia, immagini sempre più scioccanti sono necessarie per stimolare la persona.

cervello umano

l Danno del lobo frontale

Come una sorta di feedback, anche i lobi frontali possono atrofizzarsi o ridursi. Pensate all'esempio dell'usura delle pastiglie dei freni. Questo declino fisico e funzionale del centro del giudizio del cervello causa nella persona una compromissione della sua capacità di elaborare le mosse per poter uscire dalla dipendenza. Gli scienziati che studiano le dipendenze hanno chiamato questa condizione «ipofrontalità», e hanno notato una certa somiglianza tra il comportamento delle persone dipendenti e il comportamento dei pazienti con danno cerebrale frontale. I neurochirurghi hanno spesso trattato pazienti con danni al lobo frontale. In un incidente automobilistico, ad esempio, il cervello del conducente spesso decelera nel retro della sua fronte all'interno del cranio, danneggiando i lobi frontali. I pazienti con danno del lobo frontale mostrano una quantità di comportamenti che noi chiamiamo «sindrome del lobo frontale». In primo luogo, questi pazienti sono impulsivi, in quanto si impegnano sconsideratamente in attività senza badare alle conseguenze. In secondo luogo, essi sono compulsivi; si fissano o si concentrano nei riguardi di determinati oggetti o comportamenti, e devono averli per forza, non importa a quale prezzo. In terzo luogo, questi soggetti diventano emotivamente labili, e hanno sbalzi d'umore improvvisi e imprevedibili. In quarto luogo, essi dimostrano scarsa capacità di giudizio. In questo modo l'ipofrontalità corticale, o il restringimento dei lobi frontali, causa di questi quattro comportamenti, può derivare da un incidente automobilistico o da una dipendenza. Uno studio sulla dipendenza da cocaina, pubblicato nel 2002, mostra una perdita di volume o restringimento in diverse aree del cervello, in particolare delle aree di controllo frontale. Un studio del 2004 mostra risultati molto simili per la metamfetamina. Ma siamo di fronte a droghe che possono danneggiare il cervello, per cui in realtà questi studi non ci sorprendono. Si consideri, tuttavia, una dipendenza naturale, come l'eccesso di cibo che porta all'obesità.

dipendente da droga e da pornografia

Potreste essere molto sorpresi nell'apprendere che uno studio pubblicato nel 2006 ha mostrato il restringimento dei lobi frontali in una condizione di obesità molto simile a quella trovata negli studi sulla cocaina e sulla metamfetamina. E uno studio pubblicato nel 2007 in persone che mostravano una forte dipendenza sessuale ha prodotto risultati quasi identici alla metamfetamina, alla cocaina e agli studi sugli obesi 3. Così abbiamo quattro studi, due sui farmaci e due sulla dipendenza naturale, effettuati in differenti istituti accademici da gruppi di ricerca diversi, e pubblicato in un lasso di tempo di cinque anni in quattro diverse riviste scientifiche. E tutti e quattro gli studi dimostrano che la dipendenza fisica influenza i lobi frontali del cervello.
 

l La dipendenza è dipendenza

Abbiamo visto come i sistemi della dopamina non funzionino bene nella dipendenza, e che possono essere danneggiati. Questo danno - come pure i danni a carico del lobo frontale - può essere evidenziato con scansioni del cervello tramite risonanza magnetica funzionale, PET (tomografia ad emissione di positroni) e SPECT (tomografia computerizzata a emissione di fotoni singoli). Recenti studi, compiuti utilizzando scansioni del cervello, non solo hanno dimostrato anormalità nei casi di dipendenza da cocaina, ma anche nei casi di gioco d'azzardo patologico o di eccesso di cibo che porta all'obesità. Quindi, non biasimate la scienza che ci dice che la dipendenza è presente quando c'è un persistente comportamento distruttivo, nonostante le conseguenze avverse. Come indicato nella rivista Science, «per quanto riguarda il cervello, un premio è una ricompensa, indipendentemente dal fatto che provenga dalla chimica o dall'esperienza». Cos'hanno in comune la pornografia e la dipendenza sessuale? Il Dr. Eric Nestler, responsabile della ricerca in neuroscienze al Mount Ceder Sinai di New York, e uno degli scienziati più rispettati a livello mondiale per quanto riguarda le dipendenze, ha pubblicato nel 2005 un articolo sulla rivista Nature Neuroscience intitolato Is There a Common Pathway for Addiction? («C'è un percorso comune per la dipendenza»?). In questo documento, egli afferma che i sistemi di ricompensa della dopamina mediano non soltanto la dipendenza da droghe, ma anche le «dipendenze naturali (ossia il consumo compulsivo di ricompense naturali), come l'eccessiva assunzione patologica di cibo, il gioco d'azzardo patologico e le dipendenze sessuali». La prestigiosa Royal Society di Londra, fondata nel 1660, pubblica la rivista scientifica più longeva al mondo, la Philosophical Transactions of the Royal Society. Un recente numero ha dedicato diciassette articoli incentrati sulla dipendenza. è interessante notare che due degli articoli sono stati espressamente dedicati alle dipendenze naturali: al gioco d'azzardo e all'eccessiva assunzione di cibo.

l Apprendimento frenetico

I due studiosi Robert Malenka e Julie Kauer, in un articolo di riferimento pubblicato su Nature del 2007 sui meccanismi che regolano i cambiamenti fisici e chimici che avvengono nelle cellule del cervello nelle persone tossicodipendenti, hanno affermato: «La dipendenza rappresenta una forma patologica di apprendimento e di memoria». Oggi, questi cambiamenti nelle cellule cerebrali vengono definiti «potenziamento a lungo termine» e «depressione a lungo termine», e si parla di plasticità del cervello o del soggetto che cambia o si ricollega. Il Dr. Norman Doidge, neurologo presso la Columbia University, nel sul libro The Brain That Changes Itself («Il cervello che modifica sè stesso»), descrive come la pornografia «resetti» i circuiti neurali. Egli ha osservato in uno studio su alcuni uomini che consumano pornografia su internet che i soggetti sembravano «inquietanti» come i topi che spingevano le leve per ricevere la cocaina nelle scatole da sperimentazione di Skinner. Come quei i topi tossicodipendenti, gli uomini erano alla disperata ricerca della prossima dose, cliccando con il mouse proprio come i topi spingevano le leve. La dipendenza da pornografia è un apprendimento frenetico, ed è forse per questo che molti di coloro che hanno lottato con più dipendenze riportano che questa è stata la più difficile da superare. La tossicodipendenza, seppur potente, è più passiva in una sorta di «pensiero di passaggio», mentre la pornografia visiva, specialmente quella su internet, è un processo neurologico molto più attivo. La costante ricerca e valutazione di ogni immagine o videoclip, grazie alla sua potenza e al suo effetto, è un esercizio di apprendimento neuronale limitato soltanto dal cervello progressivamente gratificato. La curiosità è quindi fusa nella compulsione, e la necessità di un flusso più ampio di dopamina può guidare la persona dal softcore all'hardcore, alla pedo-pornografia o peggio. Un articolo pubblicato sul Journal of Family Violence, nel 2009, ha rivelato che l'85% degli uomini arrestati per pornografia infantile ha anche abusato fisicamente di minori.

robert malenka julie kauer norman doidge


 

 l Sessualità disumanizzata

Oltre all'ipofrontalità corticale e al declassamento dei sistemi dopaminergico e mesolimbico, un terzo elemento sembra essere importante per la pornografia e la dipendenza sessuale. L'ossitocina e la vasopressina sono importanti ormoni nel cervello in riferimento alla sessualità. Gli studi dimostrano che l'ossitocina è anche importante nell'aumentare la fiducia negli esseri umani, nel legame emotivo tra partner sessuali, e nel legame con i genitori. Ci sono segni per legare l'oggetto della nostra sessualità. è una buona cosa quando questo legame si verifica all'interno di un rapporto matrimoniale, ma c'è anche un lato oscuro. Quando la gratificazione sessuale si verifica nel contesto dell'uso della pornografia, può portare ad una sorta di «amante virtuale». Il Dr. Victor Cline, nel suo saggio Pornography's Effects on Adult and Child («Gli effetti dellaporno dipendente pornografia su adulti e bambini»), descrive questo processo con le seguenti parole: «Nella mia esperienza di terapeuta sessuale, ho appurato che qualsiasi persona che si masturba regolarmente con l'ausilio di pornografia rischia di diventare, nel tempo, un tossicodipendente sessuale, condizionando sé stesso ad assumere una devianza sessuale e/o a turbare un rapporto consolidato con il coniuge o con la fidanzata. Un effetto collaterale frequente è che si riduce drasticamente la loro capacità di amare (ad esempio, ne risulta una dissociazione del sesso dall'amicizia, dall'affetto, dalla cura e da altre emozioni sane e caratteristiche che aiutano i rapporti coniugali). Il loro lato sessuale diventa in un certo senso disumanizzato. Molti di loro sviluppano "un ego straniero" (o lato oscuro), il cui nucleo è una lussuria antisociale priva della maggior parte dei valori. Nel frattempo, l'aumento di masturbazione ottenuto mediante il consumo di pornografia diventa più invadente nelle relazioni della vita reale. Il processo di condizionamento masturbatorio è inesorabile e non regredisce spontaneamente. Il decorso di questa malattia può essere lento ed è quasi sempre nascosto alla vista degli altri. Di solito, è una parte segreta della vita dell'uomo, e come un cancro continua a crescere e a diffondersi. Raramente è reversibile, ed è anche molto difficile da trattare e guarire. La negazione da parte del tossicodipendente di sesso maschile e il rifiuto di affrontare il problema sono tipici e prevedibili, e questo quasi sempre porta alla disarmonia di coppia e coniugale, a volte il divorzio e, a volte, allo smembramento di altre relazioni intime». Il Dr. Doidge ha annotato: «I pornografi promettono un piacere sano e una liberazione dalla tensione sessuale, ma quello che spesso offrono è la dipendenza, e un eventuale calo del piacere. Paradossalmente, i pazienti di sesso maschile con cui ho lavorato desideravano consumare materiale pornografico, anche se ne provavano disgusto». Nel libro Pornified («Pornificato»), Pamela Paul fornisce numerosi esempi di questo atteggiamento, e descrive una persona che ha deciso di limitare il suo uso di pornografia non per questioni morali o per il senso di colpa, ma per rivivere il piacere di reali rapporti fisici con le donne.

victor cline pamela paul pornified - pamela paul

«L'impotenza da porno» nella quale l'uomo sperimenta sessualmente la preferenza del porno piuttosto che di una donna è un fenomeno reale e in crescita. Quando la pulsione sessuale dell'uomo viene deviata in questa direzione, rispetto alla preferenza della sua partner, il Dr. Cline scrive che la moglie «può sentirsi molto sola e rifiutata». Un articolo pubblicato sul Journal of Sex and Marital Therapy, ha descritto uno studio che mostra come molte donne vedano le attività pornografiche del loro partner come «una forma di infedeltà»: il tema che attraversa le loro lettere è che l'uomo ha preso l'aspetto più intimo della relazione, la sessualità, che dovrebbe esprimere il legame d'amore tra la coppia ed essere limitata esclusivamente alla relazione, condividendolo invece con innumerevoli donne di fantasia. La stragrande maggioranza delle donne in questo studio ha utilizzato parole come «tradimento», «inganno» e «relazione» per descrivere ciò che il loro partner provava nei confronti della pornografia.
 

l Un triplice amo

amo del pornoPermettemi di usare un'analogia con la pesca per illustrare alcuni concetti. Ogni anno in agosto, se possibile, cerco di recarmi sul fiume Unalakleet, in Alaska, per la pesca del salmone d'argento. Usiamo un richiamo particolare, un triplice amo chiamato Pixie Blue Fox. Come ogni pescatore sa, è importante mantenere la resistenza in modo sciolto solo dopo avere agganciato il pesce, quando ancora ha un sacco di forza. Appena il pesce inizia a tirare stringiamo la canna e aumentiamo la resistenza. In questo modo, il pesce può essere recuperato. Allo stesso modo, la pornografia è un triplice gancio, composto da una ipofrontalità corticale, dalla retrocessione dopaminergica e dal coinvolgimento dell'ossitocina e della vasopressina. Ognuno di questi ami è potente, ed essi sono sinergici. La pornografia piazza i suoi ami molto rapidamente e profondamente, e mano a mano che la dipendenza progredisce, si stringe rapidamente il nodo della dopamina finché non esiste più via di fuga. La persona è sempre più stretta nella barca, in attesa della rete.
 

l Disastro demografico

Perché è così essenziale comprendere la natura della pornografia come qualcosa che può dare dipendenza? Perché se la consideriamo semplicemente come una cattiva abitudine, e non troviamo il pieno supporto necessario per superare ogni vera dipendenza, continueremo ad essere delusi, sia come individui che come società. La pornografia è il tessuto utilizzato per tessere un arazzo di permissivismo sessuale, che mina le fondamenta stesse della società. Biologicamente parlando, essa distrugge la capacità di una popolazione di sostenersi. Si tratta di una catastrofe demografica. Lo scrittore Tom Wolfe ha detto: «Più la pornografia diventa grande, minore è il tasso di natalità». Questa affermazione ha una una validità? Nel 1950, ogni Paese dell'attuale Unione Europea aveva un tasso di fecondità superiore al 2.1, necessario a sostenere una popolazione. Ai nostri giorni, nessuno di questi Paesi arriva a questo tasso, e molti di essi sono in prossimità dell'1.3, definito «il più basso tasso di fertilità», dal quale è virtualmente impossibile risollevarsi. è stato alla fine degli anni '60 e ai primi '70 che questo declino èhippies iniziato, e questo periodo corrisponde proprio all'avvento della rivoluzione sessuale. Esiste una correlazione diretta tra il crescente dominio culturale della rivoluzione sessuale e il tasso di natalità in diminuzione, e mentre un nesso di casualità non può essere provato, si può fortemente temere che ciò sia stato - almeno in parte - indotto dall'effetto feromonico della pornografia. Naturalmente, il declino demografico è multi-fattoriale 4. L'urbanizzazione, le donne sul posto di lavoro, l'adattamento del ruolo e le aspettative di vita sempre maggiori sono fattori importanti nell'inversione della piramide della popolazione. Ma i fattori primordiali o biologici della sessualità umana e la stabilità della famiglia sono primari e, a mio parere, non sono stati adeguatamente ponderati. Nel 1934, l'antropologo di Cambridge J. D. Unwin pubblicò il libro Sex and Culture («Sesso e Cultura»). In esso, Unwin ha esaminato ottantasei culture abbracciando 5.000 anni per quanto riguarda gli effetti della promiscuità sessuale e della selettività sessuale. La sua prospettiva è rigorosamente laica, e le sue conclusioni non sono ubicate nel dogma moralistico. Egli ha dimostrato, senza eccezioni, che le culture che hanno praticato una monogamia stretta in vincoli coniugali hanno saputo tirar fuori quelle che lui chiama le «energie creative sociali», e hanno raggiunto lo zenit della produttività. Al contrario, le culture che non avevano alcun sistema di controllo sulla sessualità, sono state, senza eccezione, deteriorate dalla mediocrità e dal caos. In Houposia, The Sexual and Economic Foundation of a New Society, pubblicato postumo, Unwin sintetizza il suo pensiero in queste parole: «Nella storia umana, non c'è un solo esempio di società che abbia conservato le sue energie dopo una generazione completamente nuova che ha ereditato la tradizione di non insistere nella continenza pre e post-nuziale [...]. La prova è che in passato una classe sociale che aveva raggiunto una posizione di predominio politico a causa della sua grande energia e che, nel periodo della sua crescita, aveva regole sessuali molto severe. Mantenendo la sua energia, essa ha dominato la società nella misura in cui ha mantenuto la continenza pre e post-matrimoniale». Non conosco eccezioni a queste regole.
 

l La pornografia come un lanciafiamme

Unwin ha anche descritto ciò che può essere chiamato la «distrazione dopaminergica», nella quale domina la ricerca del piacere e la produttività viene diminuita. Will Durant (1885-1981), in The Lessons of History («Le lezioni di Storia»), ha scritto che «il sesso è un fiume di fuoco che dev'essere deviato e raffreddato da un centinaio di restrizioni, altrimenti porta al caos sia l'individuo che il gruppo». Se «il sesso è un fiume di fuoco», la dopamina e le altre droghe sono il carburante del cervello. Come gli astronauti dell'Apollo 11, siamo in gradi di cavalcare questa energia fino ai cieli, oppure esserne consumati fino all'esaurimento, a seconda che siamo sopra i motori nel modulo di comando o sotto di essi, essendo esposti al calore. Il Dr. Henry A. Bowman ha affermato: «Nessuna persona davvero intelligente brucerà una cattedrale per friggere un uovo, anche solo per soddisfare un appetito vorace». Eppure, oggi il lanciafiamme della pornografia sta incendiando molte cattedrali d'amore coniugale e familiare. Plaudo gli sforzi in corso per rafforzare le leggi, ma nel nostro ambiente giuridico e sociale non possiamo dipendere dal governo della moderazione. Dobbiamo affrontare la realtà secondo cui in un modo o nell'altra la pornografia finirà per colpire praticamente ogni famiglia. Il Dr. Jason Carroll e i suoi colleghi hanno pubblicato un documento ampiamente citato nel Journal of Adolescent Research che mette in luce la portata di questo problema. Secondo questo documento, che ha esaminato i dati provenienti da cinque Università, l'87% dei maschi e il 31% delle femmine consuma pornografia. Questo dato supera tutte le barriere religiose, educative e sociali. Per la maggior parte della nuova generazione, la pornografia è diventata il punto di riferimento per l'educazione sessuale, come un negozio di caramelle in internet, che insegna che il sesso è fisicamente ed emotivamente innocuo, privo di conseguenze negative. Uomini e donne sono soltanto droghe visive da utilizzare e gettare, e il sesso solo un piacere personale. La verità, naturalmente, è che coloro che effettivamente recitano nella pornografia vengono spremuti e buttati dagli stessi pornografi, sono la «gente usa e getta», come li ha definiti il Dr. Charles Everett Koop.

 

l Aiuto per la guarigione

La descrizione del Dr. John Mark Chaney riguardante la dipendenza da pornografia degli adolescenti è altrettanto adeguata per gli adulti: «A volte, i professionisti non riescono a capire il potere della compulsione che la gioventù si trova a dover affrontare, e non è raro che la scuola, la religione o i professionisti del settore privato sostengano un semplice piano di trattamento basato sulla forza di volontà o di carattere morale. Dal momento che la pornografia può essere una dipendenza, certi approcci come "basta dire no" rischiano di creare soltanto più frustrazione e una controproducente immaginazione [...]. Le modalità di intervento e il trattamento devono riconoscere il problema come una dipendenza completa, e trattarlo con le stesse considerazioni riservate alle sostanze chimiche oppure all'alcool». Per quanto riguarda la guarigione, il Dr. Victor Cline sostiene: «Ho scoperto che ci sono quattro fattori principali che devono essere presi in considerazione per il successo nel recupero. In primo luogo, l'individuo deve essere personalmente motivato ad essere liberato dalla sua dipendenza e possedere una certa volontà per fare tutto il necessario per raggiungere il successo. Non si può mai costringere una persona a guarire se essa non lo vuole [...]. In secondo luogo, è necessario creare un ambiente sicuro, che riduca drasticamente l'accesso alla pornografia o ad altro materiale connesso ad essa [...]. In terzo luogo, egli dovrebbe affiliarsi ad un gruppo di supporto delle dodici tappe [...]. In quarto luogo, l'individuo deve necessariamente contattare un consulente/terapeuta che ha avuto una formazione specifica e di successo nel trattamento della dipendenza sessuale». Cerchiamo di mostrare comprensione per quelli già «catturati», che vivono nella vergogna e nel segreto. Svergognarli non li guarirà mai. Ecco il pensiero di Jeffrey R. Holland quando era presidente della Brigham Young University: «Quando un malconcio nuotatore tenta coraggiosamente di tornare a riva, dopo aver combattuto forti venti e onde altissime che non ha mai affrontato prima, quelli che di noi avrebbero maggior giudizio, o forse maggior fortuna, non dovrebbero andare verso di lui, percuoterlo con i remi e spingere la sua testa sott'acqua». L'antica filosofia non li guarirà e lo stesso governo non li salverà. La fase nº 2 del programma in dodici tappe per i dipendenti dal sesso dice che quelli guariti «sono giunti a credere che un Potere più grande possa ristabilire la loro sanità mentale». è interessante il fatto che molti studi sostengono che il successo dei programmi in dodici tappe si basi sull'aiuto di un Potere Superiore. Infatti, le ricerche di Unwin, condotte da una prospettiva laica, hanno dimostrato che tutte le società avanzate, giunte al loro apice culturale e produttivo, hanno costruito templi alle divinità che adoravano. Fu in questa sottomissione del profano al sacro, del sistema limbico al lobo temporale, che hanno raggiunto il loro picco di auto-controllo e, quindi, della loro auto-determinazione. Will Durant, che si è descritto come un agnostico, ha anche affermato che «non vi è alcun sostituto morale» alla religione nella fornitura di questo attenuazione del sistema limbico.

l La battaglia è iniziata

La pornografia è una droga che produce una trappola neurochimica di dipendenza: Così William Shakespeare (1564-1616) descrive la lussuria nel Sonetto 129: «Sciupio dello spirito nello sperpero della vergogna è la lussuria in atto, e nel suo attuarsi essa è spergiura, assassina, spregevole, sanguinaria, selvaggia, sfrenata, brutale, impietosa, infida. Non appena sazia essa è disprezzata: è perseguita irrazionalmente e, non appena avuta, è irrazionalmente odiata, come esca ficcata nella strozza per far impazzire il malcapitato. Insana nella ricerca e nel possesso, sfrenata nel suo prima-durante-dopo: una beatitudine nel goderla e, goduta, una dannazione; prima una gioia offerta, poi solo un sogno. Tutto ciò sa bene il mondo, ma nessuno sa bene come scansare il paradiso che porta a tale inferno». Come abbiamo visto, il gelato e la sessualità possono diventare pericolosi come il crack o la cocaina. Anche se dobbiamo continuare a combattere la buona battaglia legale e sociale, non possiamo pensare che queste misure possano essere l'unica nostra difesa. La pornografia vuole te, vuole tuo marito o tua moglie, vuole tuo figlio e tua figlia, vuole i tuoi nipoti. Si tratta di un padrone crudele sempre in cerca di nuovi schiavi. Quando Abraham Lincoln (1809-1865) ha dovuto affrontare la guerra per la libertà, ha detto: «Se ora non ci uniamo tutti per salvare la buona vecchia nave dell'Unione in questo viaggio, nessuno avrà la probabilità di pilotarla in un'altro». Tutti in coperta. La battaglia è per la nostra salute mentale, per la nostra serenità, per la pace e la prosperità di oggi, e per il nostro futuro.


 

Note

1 Traduzione dall'originale inglese Slave Master: How Pornography Drugs & Changes Your Brain («Il padrone dello schiavo: Come la pornografia droga e altera il tuo cervello»), a cura di Paul. L'articolo originale è stato pubblicato sulla rivista Salvo (nº 13, Estate 2010), ed è reperibile alla pagina web

http://www.salvomag.com/new/articles/salvo13/13hilton.php

2 Cfr. B. I. Koerner, «A Lust for Profits» («Una lussuria per guadagnare»), in U.S. News & World Report, del 27 marzo 2000, pag. 44.

3 è incoraggiante il fatto che due studi, uno sulle tossicodipendenze (metamfetamina) e uno sulla dipendenza naturale (obesità), abbiano dimostrato anche un ritorno alla normalità del volume del lobo frontale dopo un periodo di recupero.

4 In effetti, l'attuale crollo delle nascite è dovuto a diverse cause (aborto, contraccezione, ecc...), e in particolare alla propaganda malthusiana ed edonistica che a partire dagli anni '60 ha martellato le menti del''Occidente grazie alla complicità dei media e all'impegno delle forze politiche più progressiste (N.d.R.). 

La verità rivelata in un esorcismo dal demonio

Nessuno di voi può finire all’inferno senza saperlo”

ESORCISMO DELL’11/08/1983

ReginaPacis: “Nessuno di voi può finire all’inferno senza saperlo”

reginapacis-reginapacis.blogspot.com

IL SANTO TIMORE DI DIO

Demonio- È un grande successo per noi che la Chiesa oggi parli sempre meno del santo e salutare timore dell’Altissimo. Grazie alla nostra subdola opera, alcuni preti non ne parlano affatto; o perché non ci credono più nemmeno loro, o perché se vergognano, temendo di apparire ingenui e superati. Al contrario si coltiva il timore delle leggi, il timore dell’uomo, il timore delle umiliazioni, ma del timore dell’Altissimo va sparendo perfino l’ombra.

Noi demoni siamo diventati i più grandi predicatori della misericordia del Cielo, ma la predichiamo disgiunta dalla giustizia e così vi portiamo fuori strada, vi facciamo credere che i vostri peccati non solo non vi porteranno all’inferno, ma resteranno del tutto impuniti. Sibilando nelle vostre anime che l’Altissimo è misericordioso e non ricordandovi che è anche giusto (come se la giustizia fosse la negazione della misericordia) vi portiamo a non ricambiare il suo amore, ama a calpestarlo, a offenderlo senza ritegno. Ed è quello che sempre più spesso fate, visto che, credendo a noi, voi vi illudete che si possa calpestarlo senza poi pagarne le conseguenze.

Se volete bene a voi stessi, se volete trovare delle ragioni convincenti per non peccare, imparate a valutare le cose, soprattutto il tempo e l’eternità, alla luce del santo timore dell’Altissimo. Con lui non si scherza. Vi ama, ma vuole che anche voi lo amiate. Vi invita a credere fermamente nella sua misericordia, ma senza sottovalutare anche solo e minimamente, la sua giustizia.

Conservate sempre il santo e salutare timore dell’Altissimo, che si traduce nella paura dell’eterna dannazione, del fuoco eterno, con cui saranno torturati per sempre corpi e anime all’inferno. Ora basta! Io non volevo dire queste cose!

SIETE AVVERTITI CHE L’INFERNO ESISTE

 

Esorcista- Ti ordino di continuare nel nome di Dio.

Demonio- Nessuno di voi può finire all’inferno senza saperlo. Che esiste la possibilità e il serio rischio della condanna eterna vi è stato detto e vi viene ricordato in molte occasioni dall’Altissimo. Con particolare frequenza ne sono avvertiti i sacerdoti, che hanno un più stretto contatto con la Sacra Scrittura. Ma oltre che con la sua parola scritta, l’Altissimo, vi ricorda la realtà dell’inferno, e la possibilità per tutti di finirci dentro, parlando nell’intimo della vostra coscienza, o nel sonno, o con la morte di persone buone o cattive. Quando assistete un moribondo o uno che ha appena spirato e pregate per lui dicendo: “Signore, donagli il riposo eterno, splenda a lui la luce perpetua. Riposi in pace. Amen”, come è possibile che non vi ricordiate dell’inferno? Forse in quell’attimo ci pensate, ma poi vi rituffate nella vita frenetica di tutti i giorni e il pensiero del giudizio dell’Altissimo e dell’inferno si dilegua, così come all’alba le deboli luci delle stelle spariscono quando il sole vi abbaglia della sua luce.

Quando qualcuno sta morendo dovreste pensare che si sta giocando per quell’anima l’ultima carta: lì attorno ci sono anche, presenti come avvoltoi pronti alla rapina, molti spiriti cattivi che tutto fanno per trascinare quell’anima con loro all’inferno.

(N.d.R.Un tempo, quando veniva suonata la campana dell’agonia, la gente, ovunque si trovasse, si sentiva invitata alla preghiera e pensava: “Qualcuno in questo momento sta morendo, bisogna pregare per quell’anima”; e molte invocazioni salivano al Cielo per la salvezza eterna di quel moribondo. Ora invece, la campana suona quando uno è già morto, quando è già giudicato, quando non c’è più per lui alcuna possibilità di salvezza).

E vedendo un uomo che muore, dovreste pensare che un giorno toccherà a voi… morire… subire il giudizio… e vedervi ancora accolti o rifiutati dal Cielo.

LA MISERICORDIA DI DIO CONTINUA A RICHIAMARE

Demonio- l’Altissimo non smette mai di richiamarvi, come farebbe ogni buona madre per distogliere i suoi figli da un pericolo. Nella sua misericordia è disposto a perdonarvi tutti i vostri peccati, perché vuole che nessuno di voi vada perduto.

Che cosa non ha fatto durante la sua vita terrena e con la sua passione e la sua morte spaventosa? Nulla ha tralasciato allora e nulla tralascia anche oggi per la vostra salvezza. Se l’Altissimo ha fatto e fa così tanto per salvarvi ciò è una conferma i n più che anche per voi c’è il rischio di perdersi. E se l’Altissimo non sottovaluta questo rischio che correte, non dovete sottovalutarlo nemmeno voi, nel vostro interesse. Ma voi non avete ancora imparto a volere bene a voi stessi!

Ricordatele voi per primi queste verità e non trascurate di ricordarle anche agli altri: non lo farete mai abbastanza. (Urla furiosamente).

 

IL TIMORE DELLA MORTE

Demonio- Fino a che uno è ancora vivo ha la possibilità di salvarsi, purché dica: “Pietà, Signore, pietà di me”. Ma quando l’anima si separa dal corpo non c’è più nessuna possibilità; in quello stesso istante avviene il giudizio: in un lampo vedrà tutta la sua vita e dovrà risponderne all’Altissimo.

E guai a quell’anima se non si sarà purificata in tempo, con un sincero pentimento, di tutti i suoi peccati: sperimenterà da quel momento e per tutta l’eternità l’ira tremenda di un Giudice giusto, ma severo.

L’unica pietà che il supremo Giudice potrà offrire a quell’anima è di farla finire all’inferno, lontana da Lui. Sarebbe infatti un castigo più tremendo per quell’anima se, in quelle condizioni di ostinato peccato, finisse in paradiso: la vista dell’Altissimo dei sui angeli dei suoi santi, ricolmi di grazia, rivestiti di gloria e pieni di gioia, sarebbe una tortura più grave di tutte le pene che dovrà subire all’inferno.

NESSUNO È AL SICURO

Demonio- Per tutti dovrete pregare molto, anche per chi è considerato un santo. Noi non lasciamo in pace nessuno, né in vita, né tanto meno nel momento della morte. Anche chi per tutta la vita ha camminato per la strada stretta può trovarsi nel momento della morte in grandi tentazioni: noi cerchiamo di creargli nell’anima una spaventosa oscurità e di portalo alla disperazione.

Dovete pregare molto e per tutti non solo perché sia evitato l’inferno, ma anche perché sia evitato o almeno ridotto il tempo della purificazione in purgatorio. È cosa tremenda anche il purgatorio. È tremendo quando l’anima si separa dal corpo con la morte non vedersi accolti dall’Altissimo perché non ancora del tutto purificati dalle colpe commesse nella vita.

Certo, ci sono persone che eviteranno il fuoco purificatore del purgatorio perché la misericordia dell’Altissimo terrà conto delle molte sofferenze che hanno patito nella vita, ma anche per queste la morte sarà tremenda.

Solo in pochi casi, per volontà del Cielo la morte non si presenta con un volto orrendo.

Parlate della morte nelle vostre prediche, ora ne parlate troppo poco e la vostra gente continua a vivere nell’incoscienza e nel peccato. Pregate e fate pregare per i moribondi e per le anime del purgatorio. Basta, basta farmi parlare!

IL TIMORE DI DIO DEVE ESSERE ANNUNZIATO A TUTTI

Esorcista- Prosegui e dì quando il Cielo ti ordina di dire.

Demonio- Io, Belzebù, sono stato costretto a dirvi queste cose e sono costretto a raccomandarvi ancora: curate questo santo e salutare timore dell’Altissimo. Dovete parlarne tutti: gli educatori ai giovani loro affidati, i maestri ai loro bambini e i genitori ai loro figli. Deve parlarne il Papa a tutta la Chiesa, i vescovi ai loro sacerdoti e i superiori religiosi alle anime consacrate. Soprattutto ne parlino i sacerdoti nelle loro omelie, molto più di quanto non facciano ora.

Se non viene predicato il timore dell’Altissimo in questa vita, non resterà che il terrore nell’altra, il terrore di un Giudice che di là non perdona, il terrore dell’inferno, un terrore tremendo, eterna assenza di rimedio. Meglio per voi il timore in questa vita che le angosce del purgatorio nell’altra o il timore eterno che trovereste all’inferno. (Grida paurosamente). Io sono costretto a dirvi che questa è la verità. Non credete a chi vi inganna dicendo che l’Altissimo è misericordia infinita e tralascia di dirvi che è anche giustizia infinita

 

ESORCISMO DEL 21/02/1984

LA “BELLEZZA SECONDO IL MONDO” FARA’ SPAVENTO
Demonio – Chi ora è disprezzato per la sua fedeltà all’Altissimo splenderà di una bellezza impensabile, ma coloro che in vita si sono insuperbiti per la loro bellezza avranno un aspetto terrificante: essi per primi ne proveranno orrore. I loro volti, un tempo affascinanti e ammirati, diventeranno come il viso di un lebbroso; i loro corpi saranno torturati in eterno dai vermi dell’impurità e sarà pestifero l’odore che emaneranno per i loro peccati. Nulla più resterà della loro bellezza. Ogni dannato contribuirà a fare dell’inferno la “mostra degli orrori”. Basta. Non voglio parlare!
UMILI DI CUORE, MA FORTI NEL TESTIMONIARE
EsorcistaParla in nome di …
Demonio - E’ difficile accettare di essere umiliati; ma io, Belzebub, sono costretto a dirvi: esercitatevi nell’umiltà, coltivate il pudore e osservate tutti i comandamenti fin che siete in tempo. Umiliatevi e lasciatevi umiliare dagli altri anche se non lo avete meritato. Piegate umilmente il capo, anche se siete nel giusto.
Piegate il capo tranne nel caso cha sia Dio a non volerlo. Un sacerdote, ad esempio, deve presentare sempre chiaramente e completamente la fede, disposto a combattere in difesa delle verità tradite o taciute dai modernisti che si sono infiltrati nella Chiesa; deve parlare non solo della misericordia, ma anche della giustizia dell’Altissimo; deve parlare del premio eterno e del castigo eterno; deve parlare degli angeli e anche di noi, angeli ribelli e dannati; deve parlare del peccato e non tacere, come molti fanno in questo tempo.
Naturalmente anche un laico non deve mai piegare il capo quando è in gioco la verità; se poi per questa sua fedeltà incontrerà grandi lotte e penose opposizioni … preghi e si sacrifichi per le persone incredule che lo fanno soffrire.
Oggi non pochi sacerdoti cattolici si sono smarriti, non sanno più da che parte andare e questo perché, più che restare radicati nella loro fede, si sono lasciati condizionare dalle varie opinioni del momento.
Ci sono oggi troppi sacerdoti superbi nello spirito, non fedeli alla verità; per questo nel mondo e nella Chiesa c’è una così grande oscurità e così tanta miseria ed è per questo che i cattolici, che sono veramente tali, e i sacerdoti fedeli soffrono molto: vengono messi da parte come valessero nulla, o addirittura sono trattati come persone squilibrate, o come persone che hanno abbandonato la retta via. Ma questo è il pensiero degli uomini, non dell’Altissimo.
Sono costretto a dirvi: restate fedeli alla verità dl vangelo, sostenete e difendete ciò che è vero e ciò che è buono, anche se verrete calpestati come foste gramigna inutile e dannosa; un giorno avrete gioia e gloria per questa vostra sofferta fedeltà! Basta, non voglio più parlare!
EsorcistaParla in nome …
Demonio – Verrà il giorno in cui questa “gramigna” calpestata e considerata inutile e dannosa verdeggerà e fiorirà. Poveri quei cristiani e quei sacerdoti che per aver abbandonato la via della verità sono diventati ciechi!
Ma voi perseverate, rimanete fedeli. Verrà la fine, più presto di quanto crediate. Non voglio dire nient’altro!
OGNI PECCATO PORTA CON SE’ IL SUO CASTIGO
EsorcistaIn nome
Demonio – E’ tanto breve la vostra vita sulla terra! Brevi sono le gioie del peccato e interminabile, eterna è la condanna. Così pure breve è il tempo delle croci, anche se sembra interminabile, mentre eterno sarà il premio a voi concesso per la vostra fedeltà.
EsorcistaDì la verità …
Demonio – Quanto poco valgono le gioie del peccato che potete godere in questo mondo, se pensate alla spaventosa situazione che esso porta con sé per l’eternità e spesso già in questa vita! Si, il peccato porta spesso con sé il suo castigo anche in questo mondo. Chi invece soffre in questa vita può essere riconoscente all’Altissimo, perché con le sue sofferenze riduce o elimina del tutto la pena del purgatorio.
Non sottovalutate il Purgatorio: i dolori che là si soffrono sono terrificanti in confronto ai dolori della vita. L’inferno però è ancora più terrificante e non avrà mai fine. Perciò voi, se foste furbi e saggi, cerchereste di cancellare, fin che siete nella vita terrena, tutte le pene che altrimenti dovreste patire in purgatorio.
Pregate l’Altissimo (guarda in su), pregate per avere da lui la grazia del pentimento, specialmente in questo tempo di quaresima! Pregate per ottenere un vero pentimento del cuore e per divenire migliori.
Io sono stato costretto a dirvi queste cose; ora tocca a voi saperne approfittare.
©2017  Rinascere senza porno