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Come un cancro in metastasi, nel giro di qualche decennio la pornografia, grazie soprattutto all'avvento di internet, sta allargando a macchia d'olio la sua sfera d'influenza. Non c'è Paese o città che non siano stati toccati da questo flagello che distrugge le famiglie e i matrimoni, e che avvelena le menti. Le statistiche che seguono, frutto di indagini e di sondaggi effettuati per lo più negli Stati Uniti, schiavo della pornografiaoffrono solamente un quadro parziale e per difetto (alcuni dati risalgono al 2000, altri al 2002, al 2004 o al 2006) della velocità con cui questo male si sta propagando non solo fra gli uomini - fino a qualche tempo fa i target preferenziali della pornografia - ma anche fra le donne. Anche l'Italia, una colonia culturale (e non solo) dell'America, non è sfuggita a questo contagio, e anche sul nostro territorio iniziano a sorgere spontaneamente iniziative per aiutare le persone afflitte da dipendenza da pornografia che ne vogliono uscire. Certamente, le autorità civili dovrebbero fare la loro parte arginando questo fenomeno, ma fin da ora è necessario prendere coscienza di questo problema, attivarsi per non essere infettati e prevenire che altre persone vengano corrotte da questo virus. Conoscere l'orrore e la violenza che si celano dietro l'industria pornografica è il primo passo da compiere, una prima «vaccinazione» contro questa epidemia che fino ad oggi, a causa delle mentalità libertaria dominante, non ha incontrato resistenze significative.

 

 

l Secondo le stime dell'U.S. Customs Service, in tutto il mondo ci sono più di 100.000 siti web che offrono pornografia infantile (che è illegale) 2;

l Ogni anno, Hollywood produce 11.000 film per adulti, oltre venti volte la produzione di film per tutti 3;

 

l I canali per adulti via cavo raggiungono 39.000.000 di case, mentre il numero di bambini ad esposizione potenziale a tali immagini è approssimativamente di 29.000.000 4;

 

l Uno su quattro adulti americani osservati nel 2002 ha ammesso di aver visto un film pornografico nell'ultimo anno 5;

 

l Il 55% dei film noleggiati negli alberghi nel 2005 è stato a luci rosse 6;

 

l Ogni dodici minuti, un film porno viene guardato in una camera d'albergo 7;

 

l L'adolescente medio passa da tre a quattro ore al giorno guardando la televisione, e l'83% dei programmi guardati dagli adolescenti contiene ricorrenti allusioni o riferimenti al sesso 8;

 

l Un terzo dei tredicenni di Alberta, in Canada, ha ammesso di aver guardato materiale pornografico 9;

 

l Il 42% delle canzoni in cima alle top-ten di CD-ROM più venduti nel 1999 era di contenuto sessuale; il 41% dei testi di questi brani era «molto esplicito» o «abbastanza esplicito» 10;

 

l L'anno scorso (2004), la Comcast, la più grande società televisiva via cavo degli Stati Uniti, ha guadagnato dai programmi per adulti qualcosa come 50.000.000 di dollari. Tutti i maggiori operatori via cavo della nazione, da Time Warner a Cablevision, distribuiscono ai loro abbonati materiale sessualmente esplicito. Ma nelle loro relazioni annuali di questo commercio non si dice nulla. Lo stesso fanno certi provider via satellite, come EchoStar e DirecTV, che sono di proprietà della Hughes Technology, un pezzo della General Motors. Quanta pornografia diffonde DirecTV? «"Essi non forniscono cifre in proposito. Ma direi che dall'intrattenimento per adulti in senso largo intascano probabilmente 200.000.000 di dollari, forse 500.000.000", dice Dennis McAlpine, un partner della McAlpine Associates che ha trainato l'industria dell'intrattenimento per oltre due decenni. "Penso che probabilmente le entrate di questo settore siano la voce più grande del loro guadagno complessivo. Le altre aree stanno perdendo soldi. Quella invece sta guadagnando". Poi ci sono le grandi catene alberghiere: Hilton, Marriot, Hyatt, Sheraton e Holiday Inn, che offrono film per adulti in stanza col sistema televisivo pay-per-view. Di tale servizio fruisce almeno il 50% della loro clientela, costituendo quasi il 70% dei loro guadagni in camera. Ha detto un proprietario di un albergo: "Si tratta di un servizio che dobbiamo avere; i nostri clienti lo esigono"» 11;

 

tv via cavo e via satellite

 

l «In California, l'industria pornografica impegna 12.000 persone. Nella stessa area, l'industria del porno versa da sola 36.000.000 di dollari in tasse all'anno» 12;

 

l Durante un'inchiesta condotta dal Kinsey Institute, venne chiesto ai convenuti: «Perché consumate materiale pornografico»?

- Il 72% ha risposto che lo ha usato per masturbarsi o per rilassarsi fisicamente.

- Il 69% per eccitare sessualmente sé stessi o altri.

- Il 54% per curiosità.

- Il 43% «perché così posso fantasticare su cose che non farei necessariamente nella vita reale».

- Il 38% per distrarsi.

 

l «Molte delle ragazze che entrano nell'industria pornografica girano un video e se ne vanno. Quell'esperienza è così dolorosa, impressionante, imbarazzante e umiliante che non lo fanno mai più» 13.

 

l Uno studio universitario sulle reti, condotto da Palisades Systems, ha scoperto che le ricerche sui vari motori internet di pornografia infantile ha interessato 230 licei sparsi in tutta l'America. L'indagine ha rivelato che il 42% di tutte le ricerche file-to-file dei sistemi condivisi riguardava la pedo-pornografia o la pornografia per adulti. Questo studio ha inoltre accertato che il 73% delle ricerche di film era indirizzato a video di natura pornografica; che il 24% delle ricerche di immagini era per trovare foto di pornografia infantile; e che solamente il 3% delle ricerche non comportava pornografia o materiale con diritti d'autore 14;

 

l L'87% degli studenti universitari compie attività sessuali davanti alla webcam, chattando o usando il cellulare 15;

 

l La Queen's University di Belfast ha condotto un'inchiesta su 350 società statunitensi, britanniche e australiane a riguardo del filtro anti-porno SurfControl. Il 28% degli interpellati ha confessato di aver scaricato dalla rete materiale sessualmente esplicito mentre era sul posto di lavoro. Gli impiegati americani sono stati leggermente meno impegnati in questa attività rispetto ai lavoratori degli altri Paesi. Questa ricerca ha inoltre rivelato che oltre cinquecento impiegati hanno subito abusi per poter avanzare di grado nella scala gerarchica dell'organizzazione. Del 31% degli impiegati che distribuivano materiale sessualmente esplicito sul lavoro, il 36% lavorava all'interno di aziende con oltre cinquecento dipendenti; il 27% lavorava all'interno di aziende con venti impiegati o meno 16;

 

l In maggio del 2004, la rivista Businessweek ha pubblicato i risultati di un'indagine condotta da ComScore Networks secondo cui il 44% dei lavoratori americani dotati di una connessione internet ha ammesso di essere entrato in un sito porno durante l'orario di lavoro nel mese di marzo del 2004; nello stesso periodo, lo ha fatto anche il 40% degli utenti privati e il 59% degli utenti nelle Università;

 

l Più del 30% di 1.500 società monitorate hanno licenziato degli impiegati per l'uso improprio di internet durante l'orario lavorativo, mentre solamente il 37,5% di queste aziende è dotato di software anti-porno 17;

 

l Donne e pornografia:

- Il 17% di tutte le donne lotta contro la dipendenza da pornografia;

- Uno su tre visitatori di ogni sito per adulti è donna;

- Ogni mese, 9.400.000 donne accedono a siti web per adulti 18;

 

l Il 38% degli adulti crede che sia «moralmente accettabile» guardare immagini di nudo o di comportamento sessuale esplicito 19;

 

l Il 59% degli adulti crede che sia «moralmente accettabile» coltivare pensieri o fantasie sessuali 20;

 

l Il 38% degli adulti crede che non ci sia nulla male nel consumare pornografia 21;

 

l Il 42% di un gruppo di adulti osservati ha affermato che il ricorso alla pornografia da parte dei loro partner li ha fatti sentire insicuri 22;

 

l Il 41% di un gruppo di adulti osservati ha ammesso di sentirsi meno attraente a causa del ricorso alla pornografia da parte del loro partner 23;

 

l Il 20 marzo 2007, durante un convegno tenutosi nell'Oregon, di fronte a 2.000 uomini, l'ex pornostar Shelley Lubben, oggi capofila di Shelley Lubben Ministries, ha chiesto a coloro che stavano lottando contro la dipendenza da pornografia di alzarsi in piedi. Il 30% dei presenti si è alzato. Ella ha subito posto ancora la stessa domanda: questa volta il 70% dei presenti si è alzato;

 

l Nel marzo del 2007, durante una piccola conferenza di cristiani in Austria, il 75% dei venticinque uomini presenti ha ammesso di consumare pornografia, di cui il 50% negli ultimi sei mesi;

 

l Il 6 aprile 2007, la CNN ha diffuso la notizia secondo cui il 70% dei cristiani ha ammesso di lottare contro la dipendenza da pornografia 24;

 

l 7 agosto 2006: secondo un sondaggio, il 50% di tutti gli uomini cristiani e il 20% di tutte le donne cristiane sarebbero assuefatti alla pornografia. Il 60% delle donne che hanno risposto ai quesiti, ha ammesso di aver lottato significativamente contro la propria concupiscenza; il 40% ha ammesso di essere stato coinvolto in peccati di natura sessuale nell'anno precedente; e il 20% delle cristiane praticanti ha confessato di dover lottare contro la tentazione di guardare materiale pornografico 25;

 

l Nel dicembre del 2000, la National Coalition to Protect Children and Families («Coalizione Nazionale per la Protezione di Bambini e Famiglie») ha preso in osservazione cinque campus universitari cristiani per testare i comportamenti sessuali della nuova generazione:

- Il 48% dei maschi ha ammesso di consumare pornografia abitualmente;

- Il 68% dei maschi ha ammesso di aver visitato intenzionalmente almeno un sito sessualmente esplicito a scuola;

 

l Roger Charman, di Focus on the Family's Pastoral Ministries, ha riportato che circa il 20% delle chiamate ricevute sulla loro Pastoral Care Line è stato di persone che chiedevano aiuto per i loro problemi con la pornografia e con il comportamento sessuale compulsivo;

 

l Uno studio del 1996 sui Promise Keepers, compiuto durante una delle loro riunioni in uno stadio, ha rivelato che il 50% degli uomini presenti aveva consumato pornografia una settimana prima dell'evento;

 

l Uno studio del 2000 condotto da Christianity Today ha rivelato che il 33% del clero ha ammesso di aver visitato un sito sessualmente esplicito. Di quelli che erano entrati in un sito porno, il 53% lo aveva visitato «poche volte» nell'anno precedente, e il 18% aveva visitato siti sessualmente espliciti da un paio di volte al mese a più volte per settimana;

 

l Di ottantuno pastori osservati (settantaquattro uomini e sette donne), il 98% era stato esposto alla pornografia e il 43% era entrato intenzionalmente in un sito sessualmente esplicito 26;

 

l Nel suo libro Men's Secret Wars («Le guerre segrete degli uomini»), Patrick Means rivela i risultati di un'inchiesta riservata condotta su pastori evangelici e su leader ecclesiastici. Il 64% dei soggetti coinvolti ha ammesso di lottare contro la dipendenza sessuale o contro il sesso compulsivo, ma di ricorrere anche alla pornografia, alla masturbazione compulsiva o ad altre attività sessuali segrete;

 

l Nel suo libro The Sexual Man («L'uomo sessuale»), il Dr. Archibald Hart ha rivelato i risultati di un'inchiesta condotta su seicento uomini cristiani sul tema della masturbazione:

- Il 61% degli uomini cristiani sposati si masturba;

- l'82% di questi si masturba in media una volta alla settimana;

- il 10% si masturba cinque-dieci volte al mese;

- il 6% si masturba quindici volte al mese;

- l'1% si masturba più di venti volte al mese;

- il 13% degli uomini cristiani sposati ha dichiarato che la masturbazione è una cosa normale;

 

patrick means archibald hart the sexual man - archibald hart
Patrick Means Archibald Hart The Sexual Man

 

l Secondo un recente sondaggio, il 34% delle lettrici del bollettino d'informazione on line Today's Christian Woman ha ammesso di accedere intenzionalmente a siti pornografici;

 

l Nel marzo del 2002, il sito di Rick Warren Pastors.com - autore del libro The Purpose Driven Life - ha condotto uno screening sul ricorso alla pornografia su un campione di 1.351 pastori: il 54% di essi aveva guardato pornografia su internet nell'ultimo anno, e il 30% aveva visitato un sito porno negli ultimi trenta giorni;

 

l Il 47% percento delle famiglie ha ammesso che la pornografia è un problema le riguarda 27;

 

l Un'indagine condotta su cinquecento uomini cristiani nel corso di un ritiro spirituale, oltre il 90% ha ammesso di sentirsi lontano da Dio a causa del disordine causato nelle loro anime dalla presenza ossessiva di lussuria, pornografia o fantasie sessuali 28;

l Nel marzo del 2005, Christianity Today ha pubblicato i risultati di un studio intitolato Christians and Sex («I cristiani e il sesso») sul suo Leadership Journal. 680 pastori e 1.972 laici sono stati oggetto di un inchiesta che ha dato i seguenti risultati:

- Il 44% dei cristiani praticanti vorrebbe che i pastori parlassero di più a riguardo del sesso;

- Il 22% dei pastori pensa che dovrebbe passare più tempo a studiare questo tema;

- L'85% dei pastori afferma di aver parlato di problemi sessuali in predica una volta all'anno;

- Il 63% dei fedeli dice che i loro pastori ne ha parlato. Essi vorrebbero che i loro pastori predicassero di più sui problemi sessuali ai loro fedeli;

- Il 47% dei fedeli afferma che il loro pastore parla di questi problemi circa una volta l'anno;

- Un analista del CTI ha affermato: «Forse, questo desiderio di un'esposizione più profonda delle problematiche sessuali esiste perché i pastori non ne parlano abbastanza o non ne parlano in modo chiaro, mentre l'esposizione ad immagini e a messaggi di natura sessuale nei media di oggi non è mai stata così elevata»;

- Il 57% dei pastori dicono che la dipendenza da pornografia è il problema che reca più danno alla loro congregazione;

- Quasi nove pastori su dieci hanno detto di aver consigliato una o più volte all'anno ad un laico con problemi sessuali;

 

Mi riusciva veramente difficile credere che tra gli uomini che vanno in chiesa fosse così diffuso l'accesso a materiale pornografico. Così, all'inizio del 2004, chiesi ai responsabili della congregazione se erano disponibili ad un incontro in cui parlare di questo problema. Essi accettarono. Durante la riunione, chiesi a queste persone: «Quando è stata l'ultima volta che avete guardato materiale pornografico»? La congregazione era formata soprattutto da giovani famiglie, e l'idea che molti dei mariti o dei padri che vedevo ogni domenica fosse coinvolta nella pornografia mi era difficile da accettare. «Certamente - pensavo - i numeri saranno più contenuti. Non saranno neanche la metà, non nella mia chiesa». Da quelli che risposero, ecco cosa venne fuori:

- Il 25% aveva consumato pornografia nel mese precedente;

- Il 44% nei sei mesi precedenti;

- Il 61% nell'anno precedente;

 

La pornografia sta corrompendo anche la gente che va in chiesa e sta distruggendo la nostra nazione; se qualcuno non farà qualcosa, il problema non può che peggiorare. Le seguenti statistiche, provenienti da fonti laiche e religiose, rivelano che il porno è diventato per gli americani un ghiottoneria come la torta di mele, e che questa piaga sta mietendo vittime in ogni angolo della nostra società, anche tra i fedeli cristiani. Le statistiche sull'uso di pornografia tra questi ultimi sono impressionanti.

 

l Nel 2006, l'industria del porno negli Stati uniti ha guadagnato qualcosa come 13,3 miliardi di dollari, molto di più di quanto non abbiano guadagnato l'NFL, l'NBA e la Major League Baseball messe assieme. Secondo una stima, gli incassi dell'industria del sesso a livello mondiale per l'anno 2006 ammonterebbero a 97 miliardi dollari. Per darvi un'idea della grandezza di questa cifra, pensate che la Microsoft, che vende il sistema operativo usato dalla maggior parte dei computer nel mondo (oltre all'altro software), nello stesso anno ha avuto un fatturato di 44,8 miliardi di dollari 29;

 

l Analisi dell'industria del sesso negli Stati Uniti nel 2006:

- Video hard venduti o noleggiati: 3,62 miliardi di dollari;

- Siti internet pornografici a pagamento: 2,84 miliardi di dollari;

- TV via cavo, pay-per-view in camera d'albergo e telefona mobile a luce rossa: 2,19 miliardi dollari;

- Stip Bar: 2 miliardi di dollari;

- Giocattoli sessuali: 1,73 miliardi di dollari;

- Riviste porno: 95 miliardi di dollari;

Per un totale di 13,3 miliardi di dollari. Nel 2005, l'industria del sesso aveva incassato 12,62 miliardi di dollari 30;

 

l Il 60% di tutte le visite nei siti web è di natura sessuale 31;

 

l Il termine più usato in assoluto nei vari motori di ricerca è la parola «SEX». Gli utenti lo digitano più di altri termini come «giochi», «viaggio», «musica», «scherzi», «macchine», «tempo», «salute» e «lavoro» messi insieme. Lo stesso studio anche inoltre scoperto che la parola «pornografia» (o «porno») è al quarto posto dei soggetti più ricercati 32;

 

l Sesso e internet:

- 72.000.000: questo è stato il numero approssimato di visitatori di siti per adulti nel 2006, per mese, in tutto il mondo;

- 420.000.000: il numero totale delle pagine web dedicate alla pornografia;

- 40.000.000: il numero degli adulti americani che visitano regolarmente siti pornografici 33;

 

videoteca porno

 

l Una ricerca condotta nel 2000 da MSNBC.com ha scoperto che l'80% dei visitatori di siti porno ha passato più tempo a scaricare materiale a luci rosse sul computer che sul lavoro e/o nelle relazioni della vita reale a rischio. Secondo Al Cooper, autore di questo sondaggio e terapeuta sessuale al San José Marital Services and Sexuality Center di San José, in California, «prima di scoprire il cybersex, la maggior parte di queste persone non aveva mai avuto problemi di natura sessuale»;

 

l Il 77% dei visitatori di siti per adulti è composto da maschi. La loro età media media è di quarantuno anni, e il loro reddito annuale é di 60.000 dollari. Il 46% di essi è sposato 34;

 

l Nel 2001, durante uno studio condotto su 7.037 adulti, due terzi di quelli che visitano abitualmente siti web di contenuto sessuale hanno affermato che le loro attività in rete non hanno inciso sul livello dell'attività sessuale con le loro partner, sebbene il 75% ha ammesso che si masturba mentre è on line 35.

 

 

 

Note

 

1 Traduzione dall'originale inglese Statistics and Information on Pornography in the USA («Statistiche e informazioni sulla pornografia negli Stati Uniti»), a cura di Paolo Baroni. Scritto reperibile alla pagina web

http://www.blazinggrace.org/cms/bg/pornstats

2 Cfr. Red Herring, del 18 gennaio 2002.

3 Cfr. Los Angeles Times, 2002.

4 Cfr. Barna Research Group, «Morality Continues to Decay», 3 novembre 2003.

5 Cfr. National Opinion Research Letter, 2002.

6 Cfr. «State of the Adult Industry», in AVN News.

7 Cfr. Time.com, 29 marzo 2005.

8 Cfr. Focus on the Family, dell'8 luglio 2005. Articolo firmato da Gary Rose, responsabile del Medical Institute.

9 Da uno studio condotto dalla University of Alberta nel marzo del 2007, come riportato da thegatewayonline.ca.

10 Cfr. Family News in Focus, luglio 2005.

11 Notizie venute a galla durante il CBS News Special Report, una trasmissione mandata in onda nel novembre del 2003.

12 Così Bill Lyon, un ex dirigente che ha parlato in difesa dell'industria, diventato in seguito un dirigente del porno; CBS News Special Report, novembre 2003.

13 Così Luke Ford, citato da CBS News.

14 Cfr. Des Moines Register, del 1º aprile 2003.

15 Cfr. Agenzia Reuters, Ontario, Canada, 16 febbraio 2006.

16 Cfr. MSNBC, 6 settembre 2004.

17 Cfr. Websense Incorporated and The Center for Internet Studies, 2000.

18 Cfr. Internet Filter Review.

19 Cfr. Barna Research Group, «Morality Continues to Decay», 3 novembre 2003.

20 Ibid.

21 Ibid.

22 Cfr. M. A. Yarhouse, «Marriage Related Research», in Christian Counseling Today, 2004 vol. XII, nº 1.

23 Ibid.

24 Sondaggio non scientifico preso da XXXChurch, riportato dalla CNN.

25 Dai risultati di un sondaggio condotto da ChristiaNet, riportato da Marketwire.com.

26 Cfr. National Coalition Survey of Pastors, Seattle, aprile 2000.

27 Sondaggio condotto da Focus on the Family, 1º ottobre 2003.

28 Dato riportato su Pastors.com in un articolo di Kenny Luck.

29 Cfr. Internet Filter Review.

30 Ibid.

31 Cfr. MSNBC Survey 2000.

32 Alexa Research.

33 Cfr. Internet Filter Review.

34 Cfr. Forrester Research Report, 2001.

35 Cfr. Divorcewizards.com.

 

INFORMAZIONI RILEVATI DA: http://www.centrosangiorgio.com/piaghe_sociali/pornografia/pagine_articoli/statistiche_informazioni_porno_usa.htm

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